Sulla soia ne ho sentite di ogni, e per lo più viene passato un messaggio piuttosto terroristico da parte dei medici nei confronti delle pazienti con cancro alla mammella: “assolutamente No alla soia”.

In Istituto Nazionale Tumori Milano, nel Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva allora diretto dal dottor. Franco Berrino, erano di uso quotidiano proprio per i loro effetti benefici. Purtroppo la conoscenza medica emersa dalle ricerche scientifiche, non riesce a distribuirsi in modo capillare, così, le informazioni possono non arrivare a chi di queste ricerche ne dovrebbe tenere conto, oncologi compresi.

Già il numero di “Pillole di educazione sanitaria” [1] del dicembre 2009 titolava “Meno recidive di cancro al seno con cibi a base di soia” (Scarica PDF) e spiega che la titubanza di inserire nella dieta alimenti a base di soia nelle persone con tumore alla mammella, o che ne abbiano la familiarità, non è giustificata: “in uno studio di popolazione su 5000 donne seguite per 4 anni, il consumo di cibi tradizionali a base di soia, è risultato associato con una protezione progressiva, che arriva fino al 30%, nei confronti delle recidive e della mortalità”.

Le proprietà antitumorali della soia

La soia è un alimento ricco di fitoestrogeni, e ha proprietà antitumorali come ad esempio l’ostacolo della formazione di angiogenesi [2], ovvero, inibisce la formazione di nuovi vasi sanguigni, per mezzo dei quali,  il tumore  trova nutrimento e cresce.

Di fatto è un argomento molto complesso da trattare, e penso che debba essere trattato da chi, su questo tema, ha certamente più competenze di me. A questo proposito ho allegato pdf delle “Pillole di educazione sanitaria” sopra citate, per dare maggiori informazioni, invitandovi a visitare il sito Fondazione Allineare Sanità E Salute dove troverete la possibilità di abbonarvi alle Pillole,  se lo riterrete opportuno, ed avere così risposte su molte domande che riguardano la salute.

Approfondimenti

[1] COSA SONO LE PILLOLE DI EDUCAZIONE SANITARIA? Sono schede di divulgazione scientifica, espresse in forma chiara, semplice e incisiva, concepite per incoraggiare i cittadini a:

– Conoscere gli elementi fondamentali di autogestione della propria salute e acquisire migliori capacità per metterli in pratica

– Dotarsi di un salutare senso critico, con maggiore consapevolezza di limiti, rischi e costi dei trattamenti correnti e della disponibilità di efficaci alternative

– Far buon uso dei servizi sanitari nella consapevolezza sia dei propri diritti sia delle proprie responsabilità

– Non sollecitare i medici a prescrizioni irrazionali di natura consumistica

[2] https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/26006245/

 

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