Scienza: una verità scientifica che non c’è più

In Sanità e alimentazione by Elena AlquatiLeave a Comment


Pensare che la scienza  sia nel caos è paradossale, eppure è così. Ormai le ricerche scientificamente provate che si contraddicono non si contano più.

La contraddizione delle ricerche

WCRF 2007 – evitare le carni conservate WCRF 2018 – limitare le carni conservate
Le carni rosse sono associate ad un maggior rischio di contrarre il cancro La carne aiuta le cure contro il tumore
Lo zucchero nutre il cancro Lo zucchero è un alimento ad alto valore energetico
Il latte toglie il calcio alle ossa Il calcio fortifica le ossa
I cereali integrali hanno azione protettiva I cereali sono veleno in quanto sono zucchero

Potrei continuare all’infinito. Certo c’è ricerca e ricerca, ma noi profani non cogliamo la differenza e così non sappiamo più a chi credere: modelli alimentari che si promuovono attraverso il guru di turno, oppure verità scientifiche soggette ad interpretazioni personali in mano a showman che devono vendere libri improponibili con tanto di citazioni scientifiche.

Ma allora perché bisogna credere nella scienza, quando la scienza stessa (grazie a Dio non tutta) si è palesemente venduta al marketing?

Facciamo un passo indietro

Brian Harkin, veterano della pubblicità, nel 2001 diventa presidente della Thought Science (la scienza del pensiero) la quale ha  due indirizzi, uno dei quali a Emory presso la scuola di medicina, all’interno dell’ospedale universitario. In questo luogo, l’agenzia pubblicitaria BrightHous,  si stava preparando alla traziormazione in leader del neuromarketing.

Un’idea semplice, funzionante, efficace, ma totalmente priva di etica. Si tratta di sottoporre persone volontarie ad una TAC per osservare la reazione del loro cervello davanti a determinati stimoli.

Perche?

marketing e vendite

Semplice “dare al consumatore ciò che desidera” così da poter influenzare le aziende che a questo punto sanno cosa e come vendere. Attraverso l’emozione cerebrale che si trasforma in impulso all’acquisto, il neuro-marketing consente  l’accensione dell’interruttore che ordina ”comprami” azionandolo a nostra insaputa:

“il neuro marketing permette di avere una visione di ciò che avviene nel pensiero del consumatore, e, a lungo termine, consentirà di aumentare le vendite del prodotto, la preferenza per una marca o ancora di assicurarsi che il consumatore agisca nel modo che noi ci auguriamo”.

Ma non è tutto

sedi corteccia

Alcuni test hanno permesso di identificare la sede della corteccia che reagisce alla vista di un prodotto o all’evocazione di un sentimento. Uno studio condotto dall’università Baylor di Houston, l’equipe alla guida di Read Montague ha messo a punto i meccanismi che ci spingono a preferire la Coca-Cola alla Pepsi Cola.

In nome della scienza

In vent’anni ne sono stati fatti di passi avanti, ovviamente nella direzione dell’industria a discapito del consumatore, e tutto questo con la collaborazione della scienza, dando così il via alle conseguenze sulla pandemia di obesità in America in primis, ma anche in Europa. Ormai i messaggi pubblicitari incitano il consumo di prodotti deleteri per la salute con l’approvazione della scienza.

Patto Trasversale per la Scienza

Qualche giorno fa, ha fatto molto scalpore la firma del “Patto trasversale per la scienza”:

“Tutte le forze politiche italiane si impegnano a sostenere la Scienza come valore universale di progresso dell’umanità, che non ha alcun “colore politico”, e che ha lo scopo di aumentare la conoscenza umana e migliorare la qualità di vita dei nostri simili”. http://www.beppegrillo.it/patto-trasversale-per-la-scienza/

Forse la scienza e  per estensione la medicina devono rivedersi perché, se quanto appena esposto, è il modo di migliorare la qualità di vita, c’è qualcosa che mi sfugge; se questo è il valore universale di progresso dell’umanità che propone la scienza non ci siamo.

Una voce autorevole inascoltata

Walter Ricciardi


“L’Italia, pur essendo considerata la patria della dieta mediterranea e avendo una grande tradizione alle spalle, da diversi anni ha intrapreso una deriva alimentare, per cui sempre più giovani seguono regimi alimentari scorretti. 


L’Iss è l’organo tecnico scientifico del Servizio sanitario nazionale e non può negare o andare contro le evidenze esistenti nel settore della nutrizione. Noi come istituzione scientifica abbiamo il dovere di contrastare posizioni senza fondamento e di portare avanti una strategia per spianare la strada a un cambiamento di stile alimentare verso modelli più corretti. La tassa sullo zucchero è uno strumento utile e per essere significativa dovrebbe arrivare al 20% così come indicato dall’Oms. Stiamo minando la salute delle giovani generazioni, caricando il paese di responsabilità e dobbiamo intervenire al più presto per invertire il senso di marcia. (il fatto alimentare – intervista prof. Ricciardi – già direttore Istituto Superiore di Sanità”.-

Un valore da ritrovare

Se dobbiamo dare alla scienza  il valore descritto dal patto trasversale, e la politica deve proteggere e onorare questo valore,  allora perché non sono state ascoltate le raccomandazioni del Prof. Ricciarci? Perché al Senato è stata votata una mozione contro queste raccomandazioni?

La parola agli onorevoli

L’onorevole Berutti ha dichiarato che non ci sono supporti scientifici sugli alimenti, e nello specifico su diete sane e non sane.

Ha inoltre criticato la maggioranza, che, per iniziativa di alcuni suoi deputati, ha tentato di criminalizzare l’utilizzo degli zuccheri, paventando l’introduzione di una sugar tax sulle bevande alcoliche (mi risulta sulle bevande zuccherate), e sugli alimenti contenente zuccheri, attaccando pesantemente l’industria italiana della trasformazione della barbabietola da zucchero. 

Eppure il Prof Ricciardi, allora presidente ISS, organo ufficiale del Ministero della salute ha espresso altro altro parere. Quindi? L’organo ufficiale non è credibile? Non ci sono supporti scientifici? Quindi il prof. Ricciardi ha detto una bugia quando ha espresso la verità scientifica?

Il dovere del governo

Forse il governo deve in primis mettere al di sopra la tutela della salute del cittadino,  condannando si gli pseudo scienziati, ma anche l’industria alimentare che danneggia la salute del cittadino: il Prof. Ricciardi andava ascoltato!

Dove sono i valori della scienza che ha fatto tanto per la vita?

Dobbiamo credere così fortemente alla scienza? Allora la scienza deve smettere di andare a braccetto con il marketing; la scienza deve smettere di lasciare che si usino additivi, coloranti, conservanti; la scienza deve smettere di lasciare che sulle coltivazioni si riversino tonnellate di inquinanti; la scienza deve smettere di lasciare che l’industria alimentare ci avveleni con alimenti inadatti all’essere umano; la scienza deve smettere di lasciare che si eseguano sperimentazione direttamente sull’uomo senza che si conoscano le conseguenze, come sta avvenendo per il 5 G. La scienza deve darsi dei limiti sensati e riconoscere un etica.

Se la scienza deve diventare un valore universale di progresso dell’umanità, allora dovrebbe tornare ad essere una cosa seria, perché parte di essa adesso non lo è più.

Un libro da leggere

Marion Nestle è professore di nutrizione, studi alimentari e sanità pubblica presso la New York University e ha una lunga storia di difesa della salute pubblica.

La scienza e il denaro aziendale potrebbero sembrare scomodi compagni di letto, ma come notato nel libro, la ricerca e gli affari hanno scopi diversi nello sviluppo della nostra vita, quindi è fondamentale non “buttare il bambino con l’acqua sporca”.

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Elena Alquati – food consultant

Sono Elena Alquati e sono un consulente alimentare. Se hai bisogno di un chiarimento lasciami un commento, risponderò nel più breve tempo possibile. Se invece hai bisogno di una consulenza scrivimi su alqua63@gmail.com.

Gli articoli pubblicati sono riproducibili, chiedo la correttezza di citare la fonte.

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