Alimentazione e scienza: “cambiamo subito rotta”!

In Politiche alimentari by Elena AlquatiLeave a Comment

Sia il piano nazionale per la prevenzione che il piano regionale per la prevenzione 2014-2018, hanno espresso in modo chiaro ed inequivocabile, quanto  necessario per attuare un modello di prevenzione che possa contenere tutti gli aspetti necessari, e coinvolgendo tutti gli attori implicati.

Creare linee guida non è sufficiente.

I diversi rapporti che raccolgono dati su:

  • costi sanitari legati all’obesità
  • l’aumento dell’obesità in Italia (45,1%)
  • l’aumento delle malattie croniche non trasmissibili cancro compreso

ci danno indicazioni che la strada intrapresa non è quella giusta, o quanto meno non è sufficiente.

La commissione EAT- Lancet 

Abbiamo una civiltà  in crisi, ed è necessario rivedere al più presto la dieta per poter riportare l’equilibrio tra alimentazione sana per la popolazione mondiale e salute delle risorse del pianeta terra.

Per la prima volta in 200.000 anni di storia, l’essere umano si è di-sincronizzato dal pianeta e dalla natura. Questa crisi incalza e sta portando la Terra a limiti mai provati, minacciando sia l’essere umano che qualsiasi forma di vita esistente sulla terra.

Un sistema alimentare da rimettere in discussione

Il sistema alimentare (produzione compresa) e lo stile di vita intrapreso negli ultimi 50 anni, sono i principali responsabili dei cambiamenti climatici e stanno accelerando l’erosione naturale della biodiversità. E’ necessario un cambiamento assoluto nel modo di mangiare del mondo intero, per poter ottenere uno sviluppo sostenibile, senza dimenticarci che esiste una parte del mondo che non ha cibo a sufficienza.

La commissione EAT-Lancet fa emergere l’ esigenza di promuovere un modo di alimentarci  universale, che presenti un completo quadro scientifico definendo lo stile di vita e l’alimentazione necessaria a sostenere l’ecosistema unitamente alla salute dell’uomo.

Un pool di ricercatori

Per due anni hanno collaborato a questa ricerca tra 37 esperti di 16 paesi. La Commissione ha lavorato su argomenti  relativi alla  salute, nutrizione, ambiente sostenibilità, sistemi alimentari ed economici e governance politica.

Il cambiamento dietetico è necessario e richiede una drastica riduzione dei consumi di cibi potenzialmente dannosi, come la carne rossa, di almeno il 50%, con una dose giornaliera raccomandata di 14/28  gr e  con variazioni nel cambiamento in base alla regione, all’ambiente e alla persona.

Mentre si richiama l’attenzione sull’importanza di  un aumento superiore al 100% di  legumi, noci, frutta e verdura, con le relative modifiche in base al clima e alla regione, ecc.

Azioni politiche necessarie

La Commissione definisce sul piano globale e multisettoriale,  azioni politiche e raccomandazioni mirate a sostenere questi cambiamenti.

La  Commissione ha categorizzato sei sistemi su cui è necessario intervenire:

  • cambiamenti climatici,
  • perdita biodiversità,
  • uso del sistema terrestre,
  • uso di acqua dolce
  • azoto
  • flussi di fosforo.

Per ognuno di questi, la Commissione delinea un sistema operativo sicuro tracciando i  confini entro cui devono rimanere i sistemi alimentari per evitare una potenziale catastrofe ecologica.

A caro prezzo

Il costo umano dei nostri moderni sistemi alimentari è che quasi 1 miliardo di persone ha fame e quasi 2 miliardi di persone mangiano, cibo sbagliato e in abbondanza.

  1. Lo studio Global Burden of Disease indica la dieta come un importante fattori che contribuisce ai livelli di malnutrizione, obesità e sovrappeso, sviluppando un aumento esponenziale delle malattie croniche non trasmissibili che rappresentano fino a 11 milioni di morti premature evitabili ogni anno.
  2. L’essere umano si è evoluto per arrivare a cibarsi in modo malsano, per se stesso e per il  pianeta. Nel 2007, The Lancet ha pubblicato una serie di articoli su Energia e salute valutando quanto il cibo e l’agricoltura siano correlati al cambiamento climatico, compresa il consumo di carne.
  3. Da allora, la nostra dieta ha intensificato il danno. La produzione agricola è ai massimi livelli, ma non è più sostenibile; gli allevamenti intensivi hanno preso un percorso inarrestabile che da solo è il più grande apporto al cambiamento climatico.

Anche l’industria ha perso la sua strada, guadagno ed interessi politici non concordano nel tenere in considerazione la salute umana e del  nostro pianeta che ne stanno subendo le conseguenze.

Diete inappropriate

La trasformazione che la commissione EAT-Lancet richiede, è di concentrarsi su sistemi ecosostenibili, incentivi e regolamenti che conducono al cambiamento, con comunità e governi a più livelli per  ridefinire il modo in cui mangiamo, compreso la politica produttiva.

E’ fondamentale l’integrazione, il lavoro di squadra e la cooperazione tra organismi responsabili per la salute, trasporti, agricoltura e ambiente, commercio, e educazione, con la consapevolezza che il cambiamento climatico guidato dalla produzione alimentare sostenibile, aggiunge urgenza al compito.

La nostra connessione con la natura è la risposta, e dobbiamo alimentarci in un modo che sia funzionale per la nostra salute e per il nostro pianeta, solo in questo modo le risorse saranno ripristinate.  

Un nuovo/vecchio modello

Il  nuovo modello per il 21 ° secolo vuole apportare miglioramenti nel campo della prevenzione, del trattamento, dei risultati, qualità dell’assistenza riducendo le disuguaglianze sanitarie (cosa già inserita nel nostro piano nazionale/regionale prevenzione).

Il grido scientifico è ormai molto forte, ma non lo è quello del consumatore e ancora di più quello dell’industria. L’intervento di una governance di polso è ormai più che necessaria. Il governo deve lavorare con QUESTA SCIENZA.


E’ un video del 2017 ma più che mai attuale


Gli articoli pubblicati sono riproducibili, chiedo la correttezza di citare la fonte.

Sono Elena Alquati e sono un consulente alimentare. Se hai bisogno di un chiarimento lasciami un commento, risponderò nel più breve tempo possibile. Se invece hai bisogno di una consulenza scrivimi su info@elenaalquati.org.

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