Politiche Agricole Alimentari? Una strada a senso unico

In Politiche alimentariby Elena Alquati4 Comments

Forse in questo momento parlare di Politiche agricole è fuori luogo. E’ vero, siamo in un momento in cui ci sono problemi grandi da risolvere, ma se pensiamo che i problemi legati alla salute attraverso l’alimentazione/ambiente, siano secondari, stiamo sbagliando di grosso!

politiche agricole europee

PAC: una riforma da rivedere, e SUBITO!

Il 12 ottobre 2011 la Commissione europea ha adottato una serie di proposte legislative per la riforma della PAC (Politiche Agricole Comunitarie) valida per il periodo 2014-2020.

La parola fine alla sua fase legislativa, è stata posta dopo un lungo e faticoso negoziato svolto secondo la procedura legislativa ordinaria introdotta con il Trattato di Lisbona (art. 294 del TFUE), che ha coinvolto  Parlamento europeo, Consiglio e Commissione.

Una riforma che è stata creata per rafforzare le politiche agricole comuni, sia per le crisi di mercato, sempre più frequenti nel settore, sia per dare aiuti ai piani di sviluppo rurale.

Il Ministro Martina dichiara:

Qui di seguito trascrivo la dichiarazione fatta dall’allora Ministro delle Politiche Agricole Alimentari, Maurizio Martina:

«Nella riforma della Pac l’Italia può giocare un ruolo importante sostenendo con forza le ragioni di una spesa agricola attenta a tutelare il reddito di chi opera nel settore, sostenere la qualità dei prodotti, gestire in modo sostenibile e razionale le risorse naturali e valorizzare le aree rurali…». Vai al link

Avete letto bene?: “sostenere la qualità dei prodotti, gestire in modo sostenibile e razionale le risorse naturali e valorizzare le aree rurali”.

Politiche agricole e alimentari sostenibili?

politiche agricole allevamenti sostenibili

Forse questo lavoro è stato fatto in buona fede, ma come sempre, la speranza che finalmente si stia facendo qualcosa di buono, lascia spazio ad una grande delusione. Oggi, 15 maggio 2018, mi è arriva una mail da Greenpeace, comunicando che  a seguito di una indagine interna, realizzata da alcuni loro giornalisti sotto copertura, sono venuti a galla una serie di scandali e verità, che poco hanno a che fare con i nobili intenti della sopra citata riforma.

Di fatto, questa riforma, avrebbe dovuto sostenere con i Fondi Europei un’agricoltura “verde e sostenibile”, premiando i produttori/allevatori che vogliono cambiare rotta (o mantenerla) verso un’ eco sostenibilità “Clima – Ambiente”.   Da questa inchiesta è invece emerso che le richieste vengono fatte e concesse da chi non ha nessuna intenzione o interesse a rispettare animali, pianeta, e salvaguardare la nostra salute. Infatti allevamenti intensivi fortemente inquinanti, ricevono soldi per continuare nel loro scellerato lavoro.

Tutti i nodi vengono al pettine

L’ indagine commissionata da Greenpeace, ha osservato che  i beneficiari di queste sovvenzioni, Italia compresa,  risultino essere proprio questi maxi allevamenti intensivi. Purtroppo non si pensa che c’è sempre il rovescio della medaglia,  oppure fa più comodo non pensare, e che il prezzo che tutti noi stiamo pagando, e  che si aggraverà sempre di più,  è molto alto. E non pensate che non siano  coinvolti aziende che producono prodotti dichiarati  di qualità!

prosciutti scandalo

leggi articolo scandalo prosciuttopoli “il fatto alimentare”

Ma che cos’è questa robina qua! Cacca?

Pensate nel 2015, 874 allevamenti italiano hanno sforato il valore soglia di 10 tonnellate annue di ammoniaca stabilito dall’Agenzia Europea dell’Ambiente.

E’ incredibile, invece di premiare e sostenere le aziende che producono nutrimento e salute, continuiamo a produrre inquinamento e malattia. Il 51% degli allevamenti intensivi esaminati in sette diversi Paesi europei ha ricevuto fondi per un totale di 104 milioni di euro, nonostante siano aziende tra i maggiori emettitori di ammoniaca (da fertilizzanti o liquami).

Oltre  ad un inquinamento atmosferico, l’ammoniaca, può creare fenomeni di eutrofizzazione in fiumi, laghi e mari, con conseguenti impatti sulla salute umana.

La PAC ogni anno stanzia sovvenzioni per circa il 40% del bilancio complessivo dell’Unione Europea, per inquinare e farci ammalare, invece di tutelare animali, ambiente e salute dei cittadini.

terra inquinata

Uniamo le conoscenze 

Ora, io non sono una politica, e tanto meno mi intendo di Politiche Agricole, ma posso esprimermi un po’ di più sulla salute e la prevenzione associata a ciò che mangiamo, e la situazione è molto preoccupante.   E’ difficile scardinare un sistema il cui obiettivo sono soldi e potere invece che la salvaguardia e il rispetto dei cittadini.

Faccio un appello a tutti noi. Forse questo sistema possiamo scardinarlo, magari semplicemente andando a fare la spesa con più consapevolezza!  E’ poco, ma è sempre un punto di partenza!

Ma forse anche voi avete dei suggerimenti!

E tu, se ti intendi di Politiche agricole e alimentari, mi piacerebbe capire cosa si potrebbe fare!

Elena Alquati – Food consultant

 

Comments

  1. Secondo me Greenpeace dovrebbe denunciare pubblicamente la cosa e lanciare una petizione affinché i fondi europei siano assegnati soltanto a quelle aziende che agiscono in direzione di una ecosostenibilita’.

    1. Author

      Ciao Franca, è un piacere leggerti. Grazie per aver scritto. Spero in tanti commenti che possano portare delle idee che possano avviare dei cambiamenti. Intanto mi hai dato un idea. Provo a mettermi in contatto con Greenpeace!
      Un abbraccio fortissimo Elena.

    2. Secondo me è importante informare e sensibilizzare maggiormente anche l’opinione pubblica perché più se ne parla e si denunciano questi fatti più si ha la possibilità di raggiungere l’obiettivo .Scandaloso l’utilizzo dei fondi europei per allevamenti intensivi

      1. Author

        Grazie Lorella, e … si è scandaloso!
        Elena

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