Piano Nazionale Prevenzione (2): come stanno i nostri bambini?

In Politiche alimentari by Elena AlquatiLeave a Comment

Nonostante il miglioramento registrato nel  2016 da “OKKIO ALLA SALUTE” , l’Italia, tra i Paesi Europei, è ancora in cima alla classifica in relazione all’obesità,  con forti differenze  tra nord e sud, evidenziando le abitudini alimentari che, tra i bambini, possono favorire l’aumento di peso, in particolare se sovrappeso e sedentarietà sono concomitanti:

  • l’8% dei bambini salta la prima colazione
  • il 31% fa una colazione non adeguata
  • il 68% fa una merenda di metà mattina troppo abbondante
  • il 34.5% consuma abitualmente bevande zuccherate e/o gassate.

I valori delle percentuali, rimangono alti anche in relazione degli stili di vita sedentari nei bambini:

  • il 13% dei bambini sono definiti fisicamente non attivi
  • il 41% guarda la TV e/o gioca con i videogiochi per più di 2 ore al giorno
  • il 25% che si reca a scuola a piedi o in bicicletta.

I dati degli adolescenti confermano che il problema dell’obesità/sovrappeso è del  25,6% nei maschi e del 12,3%

 

alimenti salati

Il sale in eccesso è uno dei problemi importanti, ed è fra le cause dell’insorgenza di gravi patologie, come  l’infarto del miocardio e l’ictus, correlate all’ipertensione arteriosa .

Ridurre l’assunzione di sale è uno degli obiettivi che OMS e Unione Europea hanno sottolineato nelle strategie di prevenzione delle malattie croniche non trasmissibili.

Problema obesità

obesità in età pediatrica

Purtroppo la prevalenza di sovrappeso e obesità infantile è un problema importante nella sanità pubblica su scala mondiale, e rappresenta un fattore di rischio importante per contrarre malattie croniche già presenti in età pediatrica.

E’ necessario investire sulla prevenzione coinvolgendo le famiglie e l’intera comunità scolastica. il Piano Nazionale per la Prevenzione, ha i seguenti obiettivi:

  • aumento del 25% dei bambini in allattamento fino al sesto mese
  • incremento del 15% della prevalenza di bambini di 8-9 anni che consumano almeno 2 volte al giorno frutta e verdura
  • riduzione del 30% della prevalenza di soggetti di 3 anni e più che non prestano attenzione alla qualità di sale e/o consumo di cibi salati.

comunicato stampa Istituto Superiore di Sanità – Epicentro. 28-09-2017

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elena alquatiSono Elena Alquati e sono un consulente alimentare. Se hai bisogno di un chiarimento lasciami un commento, risponderò nel più breve tempo possibile. Se invece hai bisogno di una consulenza scrivimi su alqua63@gmail.com.

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