Esperti di nutrizione umana: un paradosso da risolvere

In Politiche alimentariby Elena AlquatiLeave a Comment

Pensare di chiarire  i propri dilemmi rivolgendosi a degli esperti di nutrizione, può non risolvere i problemi della nostra confusione, anzi, spesso, ascoltando diversi professionisti del campo, anche molto noti, si sentono le più disparate versioni interpretative delle più importanti ricerche scientifiche.

Il punto di partenza

Giorgio Calabrese è un nutrizionista di fama internazionale, sempre presente nei talk show di alto livello (consulente di molte trasmissioni Rai), incarichi istituzionali di grande rilievo, interpellato da molte testate giornalistiche nonché docente all’università (anzi ben 3) di alimentazione e nutrizione umana. Insomma un curriculum inattaccabile!

E allora perché citarlo?

Mi viene da fare una riflessione, perché:

  • ben 50 paesi varano la legge sulla “sugar Tax” (con buoni risultati di riscontro);
  • moltissimi scienziati, ben più autorevoli, lanciano l’allarme sul consumo di zucchero;
  • le evidenze scientifiche hanno mostrato in modo chiaro i danni riportati da un eccessivo consumo di zucchero;
  • l’Oms ha stilato richiamando l’attenzione sui consumi dello zucchero e bevande zuccherate;
  • l’Istituto Superiore di Sanità, le più accreditate società scientifiche e i migliori nutrizionisti si sono schierate a favore della sugar tax;

e lui non solo non condivide la necessità di ridurre la quantità di zucchero nella dieta, ma non è d’accordo sulla tassa per le bevande zuccherate. La domanda sorge spontanea: ci sono interessi commerciali che lo legano ad alcune aziende del settore?

Una risposta che non c’è

Io non so rispondere alla domanda, certo è che,  la posizione da lui ricoperta è quella di un professionista molto seguito ed ascoltato, e questo lo pone in netto contrasto con moltissime autorità ben più prestigiose, creando conflitto e confusione nella popolazione.

Com’è possibile che un evidenza così imponente come quella sui danni causati dallo zucchero, possa creare correnti interpretative così opposte?

Com’è possibile che si possa, anche solo in minima parte, pensare di difendere il marchio dell’industria alimentare a discapito della salute dei cittadini nascondendosi dietro una enorme falsità come la mancanza di ricerche scientifiche serie?

Ma non è il solo

Coldiretti, Confagricoltura, Ferderalimentare si sono opposte  alle proposte  OMS , già  in atto sia in Francia che nel Regno Unito, come ad esempio la  sugar tax. Coldiretti  ha dichiarato  che questa presa di posizione :”mette di fatto in pericolo il futuro dei prodotti Made in Italy dalle tradizioni plurisecolari trasmesse da generazioni di agricoltori che si sono impegnati per mantenere le caratteristiche inalterate nel tempo”.

Mentre Federalimentare è preoccupata del rischio alterazione: “etichettando come insalubri alimenti che contengono al loro interno anche grassi e sali si corre il rischio di ingannare il consumatore, con questo genere di iniziative si rischia di distruggere intere filiere agroalimentari di milioni di agricoltori e PMI avvantaggiando solo poche multinazionali più interessate ad usare la chimica come ingredientistica di base per ridurre i costi di produzione”.

Forse qualcosa non è chiaro

Sembra impossibile che enti di questa portata non abbiano ben chiaro la necessità di intervenire su un problema che è ormai un’ epidemia di grandi proporzioni. Come ben espresso su “Il fatto Alimentare”: L’etichetta a semaforo trasforma in colori quanto già scritto nella tabella nutrizionale e si applica di solito su alimenti trasformati e utra-trasformati e non alle produzioni Dop e Igp.

Il  Mipaaf

La cosa più sconcertante è che il Ministero delle politiche agricole, attraverso i nutrizionisti del Crea (ente alle sue dipendenze),  dichiara essere una iniziativa ““diseducativa” e “incoerente con gli obiettivi dell’educazione alimentare” ed elementi che inducono “in errore il consumatore con una troppo facile categorizzazione degli alimenti in buoni o cattivi”.

Una posiziona netta e chiara

L’Istituto Superiore di Sanità, ha invece preso una posizione chiara e netta, dichiarando che nonostante l’Italia sia la patria della dieta mediterranea, si sono sempre più diffuse abitudini alimentare che ne sono ben lontane, ed è d’accordo nell’applicare provvedimenti che possano contrastare l’obesità.

Per concludere

Insomma tra pro e contro, al momento chi ne fa la spesa è il cittadino, che viaggia in questo vortice di informazioni di persone autorevoli, che dicono tutto e il contrario di tutto. Mi auguro che il nuovo governo prenda in mano questa situazione al più presto con  provvedimenti d’ azione, ne abbiamo molto bisogno. E’ arrivato il momento di aprire un dialogo tra tutti e sedersi intorno ad un tavolo per risolvere la situazione, senza prese di posizioni di nessun genere e con un solo obiettivo: la salute della popolazione. La posta in gioco è ormai molto alta.

 

Ps. Per chiarezza, lo zucchero di cui si parla è lo zucchero bianco (saccarosio).


Elena AlquatiSono Elena Alquati e sono un consulente alimentare. Se hai bisogno di un chiarimento lasciami un commento, risponderò nel più breve tempo possibile. Se invece hai bisogno di una consulenza scrivimi su alqua63@gmail.com.

Gli articoli pubblicati sono riproducibili, chiedo la correttezza di citare la fonte.

 

 


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