La Sugar tax arriva al Governo italiano

In Politiche alimentari by Elena AlquatiLeave a Comment

Ho già parlato di questo tema in uno dei miei precedenti articoli, dove emerge una situazione italiana, in relazione al problema del sovrappeso rispetto all’Europa, piuttosto allarmante. Ho scritto anche che diversi Governi, compreso il Regno Unito, hanno adottato misure importanti per cercare di contrastare questa nuova epidemia, la quale ha una grave ripercussione sullo sviluppo di diverse patologie, con una spesa sanitaria nazionale, che di media (europea), per le patologie legate all’obesità, si aggira intorno al 7% , mentre solo il 3% viene speso per la prevenzione.

Ovviamente la Sugar tax, da sola, potrebbe non essere sufficiente; bisognerebbe che chi si occupa di cibo, sia disponibile nel  rivedere le modalità, sia produttive (ingredienti sani), che  di marketing, riducendo l’esposizione dei bambini alla commercializzazione aggressiva delle pubblicità televisiva e non solo.

Cosa dice la politica

Molti Ministri, anche della passata legislatura,  si sono occupati di alimentazione (On. Luigi Dallai PD – On.  Mirko Busto M5S – On. Gagnarli M5S – ecc.); ora la situazione è decisamente da affrontare con polso mettendola tra le priorità.

Il Commissario Andriukaitis,  alla riunione ministeriale della sanità del G20, Argentina, ha dichiarato l’importanza di intervenire al più presto sul problema:

“i governi e le autorità sanitarie pubbliche non possono risolvere da soli questa crisi. Abbiamo bisogno di una vera politica di salute in tutte le politiche, approccio multi-stakeholder. Ciò include un forte impegno da parte degli operatori del settore alimentare sulla riformulazione dei prodotti alimentari e sulla riduzione dell’esposizione dei bambini alla commercializzazione aggressiva e digitale di cibi ricchi di grassi, sale e zuccheri”.

 

E in Italia?

Riportando quanto scritto da il  Fatto Alimentare, la deputata Savino (FI) ha ricordato che lo scorso 6 aprile, nel Regno Unito, è entrata in vigore una sugar tax  e  ha quindi chiesto al governo “se non si intendano assumere iniziative per prevedere, seguendo l’esempio britannico, l’introduzione anche nel nostro Paese della cosiddetta sugar tax sulle bevande zuccherate”.

In governo, a nome del sottosegretario alla Salute Armando Bartolazzi,  ha dichiarato:

 “l’eventuale introduzione della cosiddetta sugar tax dovrà essere valutata con estrema cura. Essa, peraltro, è stata già sottoposta a un’attenta valutazione preliminare in merito ai suoi potenziali effetti, per quanto, come riferito dall’Istituto superiore di sanità, le evidenze scientifiche oggi disponibili sono ancora limitate”.

Giusto per promemoria ripropongo l’intervista del presidente dell’Istituto superiori di sanità Walter Ricciardi, che sembra invece nettamente favorevole all’applicazione della sugar tax.

 

Non so se sia giusto o sbagliato applicare la Sugar tax, certo è che il momento dell’azione è arrivato, e qualcosa bisogna fare. Dati ne abbiamo una infinità, e dire che le evidenze scientifiche sono limitate, è un po’ come nascondere la testa sotto la sabbia. Abbiamo linee guida a più non posso, ma poco, troppo poco è cambiato. Perchè pur sapendo che in fondo alla strada c’è il baratro (e non è neppure molto lontano) continuiamo ad avanzare senza prendere in considerazione la possibilità di fermarsi, cambiare visione e vedere le alternative  che già conosciamo molto bene?


approfondimenti

Leggi articolo de Il Fatto alimentare

Lettera al Ministro Grillo


Elena Alquati food consultant

Sono Elena Alquati e sono un consulente alimentare. Se hai bisogno di un chiarimento lasciami un commento, risponderò nel più breve tempo possibile. Se invece hai bisogno di una consulenza scrivimi su alqua63@gmail.com.

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