Ricerche scientifiche e caffè: riflettiamoci sopra!

In Medicina dell'alimentazione a confrontoby Elena AlquatiLeave a Comment

 

Caffè nero bollente, citando una canzone di Fiorella Mannoia, è di lui che stiamo parlando, si perché oggi si può preparare un buonissimo caffè verde, a bassa temperatura, e qui è tutta un’altra storia.

caffe nero bollente

 

Ma cosa dicono le diverse culture/filosofie sul caffè?

In macrobiotica, il caffè è uno degli alimenti presenti nella categoria dei cibi da evitare: è estremamente yin.

Anche la medicina cinese suggerisce cautela nel suo consumo, e l’ayurveda lo inserisce nella categoria dei cibi Rajasici, ovvero  quei cibi che hanno effetto di:

  • turbamento
  • aumento dell’ emotività,
  • eccitazione
  • mente irrequieta, instabile e senza controllo.

Eppure ci sono ricerche scientifiche che correlano il caffè ad una minore incidenza di alcune malattie cronico degenerative e ad una migliore prognosi, compreso alcuni tipi di  cancro.

Ho letto in particolare lo studio Epic, mamma mia è complicatissimo! Sono state coinvolte più di 500.000 persone, alle quali è stato sottoposto loro un questionario alimentare, e poi sono state fatte una serie infinita di catalogazioni.

Risultato: chi consuma caffè, è maggiormente associato a livelli sierici più bassi di fosfatasi alcalina, transaminasi, proteina C reattiva; mentre i livelli albumina sono risultati più alti. Inoltre i bevitori di caffè, sembrano avere una funzionalità epatica migliore così come il profilo infiammatorio, evidenziando e rafforzando il possibile ruolo benefico del caffè sulla salute.

Naturalmente ho semplificato di molto il concetto contenuto in questa ricerca, ma che è possibile leggere integralmente  (Coffee Drinking and Mortality in ten European Countries – the Epic Study).

Proviamo a rendere comprensibile una visione diversa

Nella dietetica cinese l’alimento viene considerato nel suo insieme, ed inserito in un contesto dietetico relativo all’ambiente in primis (mangio ciò che mi da l’ambiente che mi circonda, inquinamento permettendo), e a chi lo deve assumere (essere umano con tutta la sua storia).  Il caffè, inteso come chicco tostato, è di natura calda, e questo lo fa rientrare in una categoria di cibi non propriamente equilibrati, riflettendo questo squilibrio sul nostro organismo quando viene ingerito. Difatti, il caffè, viene posto quasi come un farmaco, e quindi utilizzato solo quando la situazione lo richiede e non ad uso quotidiano.

Il suo tropismo (organo che accoglierà l’azione dell’alimento in questione) è sul cuore, polmone, colon; il suo sapore è l’amaro e quindi la sua azione è rassodante, disseccante (elimina  le componenti umide); dirige il qi verso il basso e di conseguenza è evacuante e diuretico, ma il calore della sua natura si sprigiona verso l’alto provocando (se assunto in eccesso) tachicardia, rabbia e irritabilità, inoltre tende a rinvigorire lo yang  e i soffi del cuore, residenza della sfera emotiva, stimolando  e risvegliando  la mente, ma anche creando eccitazione fisica e mentale.  Decisamente il linea con l’Ayurveda, medicina orientale ancora più antica della Medicina Cinese.

caffè in chicchi

Ad esempio, moltissime persone che si affacciano alla volontà di cambiare alimentazione,  mi riferiscono di sentirsi molto stanche al mattino,  si alzano a fatica e si sentono un po’ “tonte”.  Ma dopo aver bevuto un caffè si sentono molto meglio (rinvigorisce lo yang  stimolando  e risvegliando  la mente, creando eccitazione fisica e mentale) e  iniziano così la loro giornata. La sferzata di energia che abbiamo ricevuto dopo una tazzina di caffè,  è illusoria, in quanto la stanchezza del mattino, è una stanchezza, passatemi il termine “patologica”.

E’ improbabile sentirsi stanche dopo aver dormito tutta la notte, e il messaggio che il nostro corpo ci sta mandando è quella di una richiesta di riposo.  Il caffè da un’energia che in realtà non abbiamo, ma che libera dai Reni e la mette a disposizione dell’organismo, consumandola sempre di più.  Difatti questo momentaneo benessere, dura poco, e quando arriviamo in ufficio è probabile che ci arrivi un  segnale di necessità: dobbiamo bere un altro caffè.  Questa condizione altalenante, è probabile si manifesti per tutta la giornata, peggiorando giorno dopo giorno la nostra condizione iniziale.

Anche la scienza è d’accordo su questo? 

Si, lo è. Quando beviamo una tazzina di caffè, entro breve tempo il nostro organismo rilascia Adrenalina , chiamato ormone della paura, che migliora  la reattività. Sappiamo che normalmente l’Adrenalina viene rilasciata dal nostro organismo, in modo naturale, quando ci troviamo in una situazione di pericolo (stress), dandoci l’energia necessaria per  reagire, capire cosa fare, ed eventualmente scappare.

E se non ci trovassimo in una situazione di pericolo, ma abbiamo solo bevuto una tazzina di caffè   in questo caso l’adrenalina prodotta rimane in circolo,  facendo emergere a livello fisico e psichico la sua azione stimolante, con:

  • aumento del metabolismo
  • frequenza cardiaca
  • pressione arteriosa
  • irritabilità
  • eccitazione

 

in Medicina Tradizionale Cinese, ha le seguenti controindicazioni:

  • il caffè lede facilmente il sangue
  • lo yin e lo stomaco per la sua natura calda e il sapore amaro (disseccante)
  • anche il rene non gradisce questa bevanda

in considerazione delle sue forti proprietà eccitanti non è infine opportuna una sua assunzione abituale, specie se più volte al giorno, tanto meno serale.

Proviamo a mettere insieme i pezzi:

abbiamo visto che il caffè ha un potere  di aumentare lo yang e quindi di aumentare il calore, ma se noi abbiamo già un deficit di yin (la componente umidificante ovvero i liquidi organici sono in deficit), con un conseguente problema di calore apparente, unito ad un eventuale squilibrio esistente, come ad esempio sudori notturni o caldane, tipiche della donna in menopausa, forse il caffè aumenterebbe questo squilibrio amplificando un calore che, anche se apparente,  abbiamo visto essere predominante.

È vero, gli studi mostrano livelli più passi di proteina C reattiva,  ma forse il caffè sta agendo come farmaco in una particolare situazione, che può persistere nel tempo perché lo stile di vita della  persona non cambia. Ma se cambiasse lo stile di vita, e quindi l’alimentazione, il caffè sarebbe ugualmente benefico? Chissà!

Abbiamo visto che il suo sapore è l’amaro, sapore disseccante, con effetto diuretico, quindi in una diagnosi dove l’aspetto dei liquidi organici è già in deficit, bere caffè non è sicuramente consigliabile.

Inoltre l’azione indotta dal calore sul cuore, può peggiorare eventuali sintomi di palpitazione e ansia. Le diverse azioni/indicazioni del caffè ne fa un alimento con caratteristiche farmacologiche, in quando condiziona fortemente l’equilibrio dinamico dell’organismo umano.

tazzina di caffè

sappiamo che molti cibi agiscono sciogliendo i grassi nel fegato, la crema di riso con la giuggiola   abbassa le transaminasi e la dieta macrobiotica/mediterranea nell’  insieme riducono il rischio di ammalarsi di qualsiasi malattia, migliorando le funzioni del nostro organismo, anche senza caffè.

Non voglio dire che sia sbagliato berlo, penso però che bisognerebbe riflettere sulle modalità di ricerca e sulla divulgazione dei risultati. Molte persone che hanno saputo di questa ricerca hanno subito detto: “eh vai!! Beviamo caffè senza problemi!!” in realtà non è così. Nella mia esperienza ho visto molte persone farsi male per l’eccesso di quegli alimenti nei quali è stata scoperta una caratteristica, ad esempio, anticancro.

Chi informare?

Forse le informazioni delle ricerche scientifiche dovrebbero informare unicamente i medici, che sanno come gestirle. Per noi “comuni mortali” il messaggio che recepiamo è che   se un po’ fa bene, tanto farà sicuramente  meglio, ma anche questo non è così.

Cambiamo stile di vita !

Forse non è giusto liberare tutto questo sapere senza avere delle basi su cui appoggiarlo!

E soprattutto la gente deve imparare a mangiare meno e meglio, a vivere più a contatto con la natura, a stressarsi meno, a coltivare amor proprio e verso il suo prossimo, questo è il giusto insegnamento per migliorare la nostra salute, non dare  messaggi di incitazione a bere caffè, i messaggi da dare sono altri: migliorare lo stile di vita nel suo insieme!

Poi uno il caffè lo può bere lo stesso, ma per il piacere di berlo e non perché lo ha detto una ricerca scientifica .

 

Elena Alquati – Food Consultant

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