Limone si o limone no? Entriamo nell’energia sottile del cibo

In Medicina dell'alimentazione a confrontoby Elena Alquati4 Comments

Un bicchiere di acqua calda e limone tutte le mattine è un azione corretta? Si se ti fa stare bene. Se lo vediamo da un punto di vista generale, perché non dovrebbe essere corretta questa azione? E allora perché molte altre persone sono disturbate da questo innocuo “rimedio”?

Premessa

Dipende è una parola che mi sta particolarmente a cuore. Mi è stata insegnata dalla mia maestra di dietetica cinese,  e a mio parere, ognuno di noi dovrebbe inserirla nel proprio vocabolario, in quanto ci permette di entrare in un meccanismo  di ragionamento più ampio e anche più umile. Dipende è un concetto relativo che significa  non avere la verità assoluta, e che tutto viene messo in relazione con diversi fattori.

Limone e soffi

L’energia sottile del cibo

Attraverso la comprensione della funzione dei sapori del cibo sull’organismo, e nello specifico sugli organi, si esprime  il concetto di energia sottile.

Visto che l’argomento da trattare è il limone, prendiamo come esempio il sapore acido. Appartiene al movimento legno, suo organo correlato è il fegato, il suo viscere è la vescica biliare, e  la sua stagione è la primavera.

L’azione del sapore acido  è espressa con i seguenti  termini: condensa, contrae, restringe (pensate solo un attimo all’azione del limone che ci veniva dato come rimedio per la diarrea), nutre i liquidi organici e ne favorisce la produzione[1] trattenendoli[2].

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[1] In menopausa ad esempio ci sono situazioni tipiche di secchezza. Questo perché fisiologicamente, si riducono i liquidi che ci umidificano, sangue compreso.

[2] In medicina cinese sudare significa perdere qi, yin, essenze, e questo non è bene. Per la medicina tradizionale cinese, sudare di giorno o di notte ha  significati differenti.  

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Difatti nella Clinica, il sapore acido, si usa proprio per ridurre il flusso emorragico (ottimo rimedio per fermare le perdite di sangue dal naso). Inoltre limita un’ eccessiva sudorazione (es.: le sudorazioni notturne della menopausa), ma anche perdite seminali. Il sapore acido moderato (es. crauti fermentati) nutre il fegato, ma l’eccesso[1] lo lede (aceto).

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[1] Per eccesso si intende anche il consumo quotidiano continuato nel tempo.

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Il fegato quale espressione di libertà

Tra le sue funzione prevale quella di assicurare il libero fluire del qi in tutto il corpo, garantendo un equilibrio fisico ed emozionale. Il Fegato è allo stesso modo un organo esteriorizzante, dinamizzante, che muove e distribuisce qualcosa che è legato al calore:  il qi.

Il Fegato, muovendo il qi ed esprimendolo  verso l’esteriorizzazione, ha la tendenza a svuotarsi. E’ un  qi  portato alla diffusione e affinchè non si svuoti, c’è la necessita di un sapore che lo contenga, impedendone la dispersione eccessiva.

il qi del fegato

Questo è il motivo per cui il suo nutrimento è costruito intorno al sapore acido-aspro, ed ecco perché il sapore acido ne favorisce la corporeità e la struttura fisica, nutrendone la forma ma non il qi. Riassumendo, il sapore acido lo aiuta a non consumarsi.

 

il fegato: un generale d'armata

Il Fegato: il Generale d’armata

È l’aspetto energetico più giovane, pieno di vita, e in quanto tale più indifeso ed esposto a subire colpi. Il suo colore è il verde, la sua emozione è la collera.

Il fegato è l’origine del coraggio e della risolutezza, è chiamato il Generale per il suo speciale compito di progettare piani e strategie.  Ogni giorno facciamo scelte e affrontiamo problemi, attacchiamo e veniamo attaccati, ma se siamo in equilibrio la nostra reazione/azione sarà giusta e saggia: senza perdere il controllo di sé. Un fegato che svolge bene le sue funzioni, influenza la capacità di pianificare la vita con degli obiettivi, ci da intraprendenza e spirito di iniziativa; diversamente può esserci mancanza di direzione e confusione mentale.

Il fegato è espressione di libertà, non può essere costretto, la sua direzione energetica è verso l’alto e in tutte le direzioni, assicurando il libero fluire dell’energia di tutti gli organi e mantenendo per ognuno la giusta direzione.

Facciamo un esempio: lo stomaco ha fisiologicamente un’energia che si dirige verso il basso, direzionando ciò che ha elaborato verso l’intestino. Se il fegato è costretto, non sarà di aiuto allo stomaco nell’espletare la sua funzione, e questo determinerà una  cattiva digestione, gonfiore, eruttazione (cibo che ristagna).

È un organo dinamico e il suo libero fluire, permette di saper superare gli ostacoli, sia fisici (ad esempio elaborare un pasto eccessivo), che psichici  (saper gestire ed elaborare le emozioni).  Se l’energia del fegato non si esprime liberamente si possono avere:

  • frustrazione
  • depressione
  • collera repressa
  • dolore all’ipocondrio
  • sensazione di oppressione al petto
  • nodo alla gola o gonfiore addominale

il fegato e la rabbia

Ma parliamo un po’ della  sua emozione:  la collera.  Nel libro di Elisa Rossi “Shen”, la definisce un’  “espressione emotiva che proviene dal trovarsi davanti a qualcosa che non ci corrisponde e non ci piace”.   Se abbiamo delle aspettative verso qualcuno o qualcosa, e queste vengono disattese, ecco che la collera irrompe.

Questa è la reazione che segue se ciò che noi viviamo, vogliamo, desideriamo, viene ostacolata  da qualcuno o da qualcosa. Ecco che il nostro Qi  smette di muoversi armoniosamente e si blocca (costrizione). Se per una situazione che stiamo vivendo, o se per cattiva alimentazione, questa costrizione  si protrae nel tempo, la collera si esprime e sale violenta (non ci vedo più dalla rabbia)  sfogandosi  contro ciò che non ci è gradito.

La collera peggiore è proprio quella che ci arriva alla testa, dandoci la sensazione di una pentola a pressione che sta per scoppiare.   L’aspetto più negativo di questo tipo di collera è che si nutre di se stessa, un po’ come gettare benzina sul fuoco.

Ma torniamo alla domanda iniziale

Il limone con l’acqua preso ogni mattina è un rimedio corretto? Considerando una valutazione legata al sapore acido e in relazione al sapere antico, i testi moderni di  medicina tradizionale cinese risponderebbero:

SI – Se la persona manifesta sintomi di irritabilità, collera, insonnia, iperonirismo, ecc. accompagnati da sintomi quali disturbi visivi, vertigini, cefalea temporale,   secchezza, sete, sudori notturni, come ad esempio nella menopausa[1], considerando sempre un contesto di cambio alimentare nel suo insieme, l’inserimento del sapore acido, ancora di più se rafforzato dal sapore dolce può essere di grande aiuto. Un rimedio che  normalmente si usa nella macrobiotica  è una bella spremuta di arancia (soprattutto per l’irritabilità!). Il sapore acido[2] è un sapore che trattiene i liquidi e, insieme al sapore dolce che è un sapore umidificante, hanno un effetto di riequilibrio.

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[1] In termine tecnico si dice “deficit di yin di fegato” e se lo yin è al minimo ci sarà uno yang che sarà in eccesso dandoci  tutti quei sintomi legati alla secchezza e alla sete.

[2] Tenete sempre presente di stare nei cibi equilibrati

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NO – se siamo davanti ad un fegato costretto, con sintomi di  irritabilità e collera uniti a depressione, frustrazione, malumore, oscillazione dello stato dell’umore, dove non c’è espressione emotiva, affiancati a sintomi fisiologici quali sensazione di gonfiore addominale, sospiri, singhiozzo, nausea, scarso appetito, eruttazione, mestruazioni dolorose con gonfiore al seno in fase premestruale –  assumere dei cibi di sapore acido, potrebbe aggravare ulteriormente la sua costrizione, inibendo maggiormente il suo qi.

La differenza è   distinguere l’effetto che  il sapore ha direttamente sull’organo, dalla funzione energetica dell’organo, ovvero dalla funzione del suo qi.

E’ rassicurante avere delle certezze e sapere che questo cibo fa bene e un altro fa male, ma, a parte gli alimenti che sappiamo di dover evitare o limitare, dobbiamo prendere atto che anche ciò che ci dona la natura può non essere appropriato per tutti, e soprattutto non esiste un solo cibo che risolve i nostri problemi di salute:  DIPENDE!.

Elena Alquati – Food Consultant

 

Comments

  1. Bello! questo lo stampo e lo do a tutte (molte) persone che mi dicono:-” Il mio fegato sta benone. E’ da più di un mese che tutte le mattine bevo un bel bicchiere d’acqua con un limone spremuto”!!!

    1. Author

      Grazie Piersandra. Carlo Guglielmo parla di autoregolazione intuitiva. Dovrebbe essere inserita come insegnamento in tutti i corsi di cucina.

    1. Author

      Grazie Silvia! Il mio obiettivo è proprio quello di dare una visione più ampia delle cose. Non mi permetto di dire se una cosa fa bene e un’altra fa male, ma dobbiamo imparare ad analizzare più aspetti, e non ne abbiamo più la concezione. Dobbiamo risvegliare il nostro intuito, ma soprattutto dobbiamo imparare che un solo alimento non risolve i problemi. Grazie per avermi lasciato un commento.
      Elena

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