E al prossimo virus? Una prevenzione consapevole

In Sanità e alimentazioneby Elena AlquatiLeave a Comment

In questo periodo di “clausura” ho fatto delle riflessioni, tante, come cittadina, come tutti, e queste riflessioni hanno scaturito molte domande che non hanno trovato risposte.

Appena  uscita l’ordinanza mi sono rivolta ad alcune conoscenze istituzionali e non, per suggerire che, una campagna volta anche ad indirizzare le scelte alimentari salutari, sarebbe stato un elemento fondamentale che avrebbe agito come alleato, sia per ridurre il rischio  di ammalarsi, sia per supportare le terapie utilizzate per i malati.  Qualcuno non mi ha neanche risposto, altri mi hanno detto che  c’erano problemi più importanti.

PRIORITA’ CIBO = 0

C’è sempre un problema più importante del cibo che mangiamo, di come viene coltivato, di come viene allevato, dell’impatto che tutto questo ha sull’ambiente. Tutto questo non è mai sufficientemente importante.

I midia hanno fatto una campagna pazzesca su cosa  dovevamo fare in questo periodo di clausura;  ecco sarebbe stato importante inserire la sesta regola e prendere proprio questo momento, che mai avrebbe potuto essere occasione migliore, per sensibilizzare le persone a mangiare meglio. 

Le  più recenti e autorevoli ricerche scientifiche  hanno dimostrato che  lo stile di vita alimentare attuale della popolazione favorisce  l’obesità e lo sviluppo di patologie croniche non trasmissibili mentre  una corretta alimentazione e stile di vita:

a) riducono il rischio di ammalarsi (e quindi di contagio);

b) riduce i processi infiammatori;

c) migliora la prognosi.

Dalle istituzioni linee guida chiare e precise

Abbiamo un piano nazionale per la prevenzione che riporta le seguenti priorità di intervento. Ne cito alcune:

  • Ridurre il carico di malattia : “… Ciò è particolarmente proprio dell’obiettivo sulla riduzione della mortalità prematura da malattie croniche non trasmissibili. E i numeri di mortalità prematura da MCNT sono veramente impressionanti come le malattie cardiocircolatorie, cancro, diabete, malattie croniche respiratorie
  • Investire sul benessere dei giovani: “… promuovere una crescita responsabile e consapevole attraverso l’adozione di stili di vita sani …
  • Considerare l’individuo e le popolazioni in rapporto al proprio ambiente: “si tratta di promuovere un rapporto salubre fra salute e ambiente contribuendo alla riduzione delle malattie (in particolare le malattie croniche non trasmissibili)….

Nei fattori di rischio determinanti (ma modificabili) sono citati la globalizzazione, l’urbanizzazione, i fattori comportamentali come il fumo, una scorretta alimentazione, insufficiente attività fisica che determinano alterazioni metaboliche e biologiche tali da provocare una o più malattie croniche non trasmissibili.

Nel punto legato alla globalizzazione si cita come causa, la diffusione di ciò che è chiamata “transizione nutrizionale”, ovvero il passaggio verso regimi alimentari ad alto contenuto energetico, fenomeno che viene favorito dal parallelo aumento, di produzione, promozione e vendita di cibi pronti e di alimenti ricchi di grassi, sale e zucchero e dalla significativa riduzione, dei livelli di attività fisica nella popolazione.

Anche le linee guida ministeriali: chiare e precise

Nelle nuove linee guida ministeriali, si  scrive che il rapporto tra nutrizione, corretta alimentazione e salute è naturalmente molto stretto, segnalando che, in Europa, l’obesità è triplicata negli ultimi vent’anni, raggiungendo proporzioni epidemiche.

L’Italia si pone al secondo posto nel tasso di obesità tra i bambini di 7-8 anni, mentre tra gli adulti, gli italiani in sovrappeso e obesi la percentuale è  al  45,1% .

Cibo e costituzione

Recentemente ho scoperto l’evidenza di un legame molto stretto tra il diritto di alimentazione “adeguata”  e costituzione.

Nella costituzione non abbiamo un riferimento chiaro ed evidente sul diritto all’alimentazione, ma è implicita come riconoscimento della dignità umana (art. 1 diritto al lavoro – art. 3 l’uguaglianza sostanziale di tutti i cittadini). Dal libro di Benito Perrone “Il cibo, respiro dell’anima, energia per la vita, nutrimento per la pace, cito[1]:

“da una lettura sistematica emerge una chiara copertura costituzionale del diritto al cibo adeguato. Nel nostro ordinamento, il diritto all’alimentazione è tacito, e implica che: ogniqualvolta la malnutrizione (sia in eccesso o mancanza di nutrizione) è tale da degradare l’essere umano, si ha una violazione della dignità umana che deve essere tutelata”.

L’Ordinamento dovrebbe quindi reagire quando:

  1. Il livello di accesso al cibo di ogni persona non sia tale da garantirgli una pari dignità sociale nelle sue relazioni intersoggettive;
  2. La retribuzione dei lavoratori (artt. 36-37 Cost.) o le misure di assistenza e previdenza previste (art. 38 Cost.  non siano sufficienti ad assicurare una dieta nutriente e sana per garantire il diritto di sopravvivenza;
  3. Ancora quando la libertà di iniziativa economica possa ledere il diritto di accedere al cibo adeguato (art. 41 Cost);
  4. E infine quando venga violata la tutela sanitaria del diritto al cibo, intesa come profilassi alimentare e igiene degli alienti (art. 32 Cost:.)

E al prossimo virus?

Beh, non è certo pensabile appoggiarsi su azioni quali isolamento, mascherine e guanti; e non è sostenibile buttare nell’ambiente quintali di disinfettante immaginando che sia la soluzione al problema; questa non è la prevenzione di cui abbiamo bisogno.

Einstein diceva che “non si può risolvere un problema con lo stesso pensiero che lo ha creato”, mentre noi imperterriti continuiamo sulla stessa strada.

È ormai diventato imperativo e assennato dover intraprendere una politica che si predisponga ad un cambiamento, e che prenda in considerazione gli stili di vita adatti all’uomo  nella salvaguardia dell’ambiente.

Penso che i Ministri e i Ministeri, tutti, debbano essere coinvolti in una svolta importante ed epocale perché non è più ammissibile continuare con lo stesso pensiero politico che ci sta portando a questo punto.

L’alimentazione è sempre stato un argomento secondario, soprattutto per i medici, di fatto  è invece di primaria importanza ed è arrivato il momento di prenderla in seria  considerazione, in quanto la sua ripercussione su salute uomo/ambiente, economia, consumo del suolo, consumo dell’acqua, ecc., non solo va considerata, ma va ripensata e ricollocato in cima alla lista delle priorità.

Siamo inclini all’adattamento

Se la storia dell’essere umano ci ha visti come esseri capaci di adattarci ai cambiamenti, è anche vero che abbiamo sempre imparato poco dalla storia, a volte penso niente. Ma in questo periodo ci  siamo adattati e siamo stati capaci di inventare ed inventarci, e questo vuol dire che noi possiamo cambiare, perché #ilproblemaènostro.

Se qualcuno pensa di essere immune, si sbaglia, e ogni volta che andiamo a fare la spesa facciamo una riflessione su ciò  che mettiamo nel carrello, e cerchiamo di investire  in un futuro migliore per i nostri figli, e per il pianeta Terra,  perché tutto ci tocca.


[1] Il cibo respiro dell’anima, energia per la vita, nutrimento della pace. Benito Perrone

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