La carne aiuta le cure contro il tumore

In Alimentazione e cancroby Elena AlquatiLeave a Comment

Una lettrice mi ha scritto chiedendo il mio parere in relazione ad un articolo apparso su alcune testate giornalistiche, le quali hanno riportato il risultato di  uno studio condotto su 220 pazienti affetti da neoplasia della mammella o del colon retto, dimostrando   l’importanza della carne nella cura contro il tumore, e dichiarando che aggiungendo latte e carne si migliora la qualità di vita dei pazienti, consentendo agli oncologi  di “far aderire in modo più preciso” ai trattamenti e di controllare meglio la malattia.

Giustamente Martina (la chiamerò così), mi ha esternato la sua confusione, così ho pensato di pubblicare la mia risposta, completandola per il meglio, e condividendola con tutti voi.

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Cara Martina,

l’esperienza mi ha insegnato che nulla va demonizzato (parlando di cibo vero, quello che Madre Terra ci ha messo a disposizione), ma conosciuto, e sono d’accordo sul dire che, per alcune persone, la carne può essere importante, anche in una situazione oncologica.

i falsi miti dell'alimentazione

La scienza purtroppo crea dei miti negli alimenti attraverso le sue ricerche, usando un linguaggio sempre più legato al marketing dimenticando qual è il suo vero ruolo, e continuando a non tenere in considerazione che non è un alimento che nuoce o ti salva, ma  l’alimentazione nel suo insieme. La considerazione sul cibo che mangiamo deve trascendere la conoscenza medico/scientifica. Non di poca importanza è la considerazione  della qualità di ciò che mangiamo, e allo stile di vita nel suo insieme. Certo che anche rispetto al significato della parola “qualità”, oggi è necessario specificarne il senso. Spesso la qualità di un alimento è legata ai controlli, all’igiene, e alla sua purezza in senso microbiologico, ma non è solo questo che rende alta la qualità di un alimento, anzi.  Ma andiamo con ordine.

Il WCRF lo aveva già specificato

L’argomento in questione non è poi così controverso.  Difatti  il titolo “la carne aiuta le cure contro il tumore, si a 500 gr. di carne rossa a settimana nella dieta”  non è un titolo eclatante. Non si è detto si a niente, in quanto nel 2007 il WCRF è uscito con le ormai famose regole che ci indicavano come ridurre l’incidenza del cancro.

La regola n. 5 è la seguente:

5) Limitare il consumo di carni rosse ed evitare il consumo di carni conservate. Le carni rosse comprendono le carni ovine, suine e bovine, compreso il vitello. Non sono raccomandate, ma per chi è abituato a mangiarne si raccomanda di non superare i 500 grammi alla settimana. Si noti la differenza fra il termine di “limitare” (per le carni rosse) e di “evitare” (per le carni conservate, comprendenti ogni forma di carni in scatola, salumi, prosciutti, wurstel), per le quali non si può dire che vi sia un limite al di sotto del quale probabilmente non vi sia rischio.

E questo è quanto dichiarato nell’articolo:

La carne rossa non è un alimento da demonizzare, nell’ambito di una dieta sana, nemmeno nei pazienti oncologici. Fino a 500 grammi a settimana di carne rossa non processata (carne conservata) e cotta in maniera adeguata (non alla brace, al forno o ancora meglio se cotta a basse temperature) e conservata in maniera adeguata sono un supporto nutrizionale più che adeguato per tutti e nei pazienti oncologici che affrontano un percorso così complesso.

Le due versioni dicono più o meno la stessa cosa, differenziandosi per una particolarità:

  • il WCRF dichiara che le carni rosse non sono raccomandate
  • il Prof. Paolo Marchetti (oncologo) dice che sono un supporto nutrizionale più che adeguato

La scienza deve ripensarsi

La prima cosa su cui la scienza dovrebbe riflettere, è Il problema delle campagne mediatiche legate ai risultati di una ricerca scientifica piuttosto che un’altra, considerando anche il fatto che la lezione magistrale del Prof. Paolo Marchetti, è stata promossa da Uniceb (unione nazionale importatori carne e bestiame). Per serietà e correttezza la scienza dovrebbe esentarsi da promozioni di basso marketing, e da associazioni di parte, sfiducia sia il paziente attento che il lettore, ma questo è il mio umile parere.

Così se oggi si demonizza la carne, necessariamente si ha la necessità di uscire con un’altra ricerca che la  smentisce. Spesso ci sono le industrie alimentari che guidano e finanziano le ricerche, se il loro prodotto è stato in qualche modo danneggiato, e ultimamente stanno emergendo molte informazioni contrarie a ciò che è già stato dimostrato: lo zucchero fa bene, la curcuma non fa più bene, il cioccolato non fa più bene, e ora la carne. E così la gente non capisce più niente, ma forse è questo quello che si vuole creare: confusione!

Un cibo per tutti, un cibo per nessuno

Cito:

«In prospettiva – ha sostenuto l’oncologo – cercheremo di trattare tutti i pazienti con queste proteine (carne liofilizzata) distinguendo tra quelli che ricevono solo proteine e quelli che fanno anche attività fisica per capire se c’è un ulteriore vantaggio. La seconda parte dello studio dovrebbe partire a fine giugno. La ricerca ha offerto l’occasione di analizzare gli scenari futuri cui apre una scoperta del genere, che si contrappone ai luoghi comuni sul consumo di carne e proteine animali».

Pensate che grande scoperta! Una ricerca che analizza gli scenari futuri! Incredibile.

La storia non ci insegna mai niente

Gli errori secondo me sono:

  • La scienza deve entrare in un concetto di ripensarsi (in campo alimentare), non può continuare a considerare il cancro come entità a se stante dal paziente: ogni paziente è diverso dall’altro pur avendo lo stesso cancro, e molto spesso non necessitano della stessa dieta;
  • La qualità di ciò che mangiamo è importante:
  1. Abolire gli allevamenti intensivi, compreso quelli ittici. Gli animali devono mangiare il loro cibo e non quello che l’uomo decide sia meglio per loro;
  2. Promuovere l’agricoltura senza pesticidi e senza nessun tipo di prodotto chimico;
  3. Eliminare dagli scaffali i cibi artefatti: no additivi, coloranti e conservanti tossici;
  4. No OGM Ecc.
  • Fermare l’informazione marketing della ricerca scientifica: è dannosa per chi non ha gli strumenti per comprendere l’informazione nel suo insieme, e la scienza non deve essere marketing;
  • Pensare che si debba intraprendere un percorso alimentare che possa andare bene per tutti e per sempre è un gravissimo errore:
  1. Non è corretto promuovere il crudo pensando che vada bene per sempre a tutti;
  2. non è corretto demonizzare la carne pensando che tutti debbano farne a meno perché se no gli arriva il cancro;
  3. non è corretto pensare che tutti debbano mangiare la carne pensando che sicuramente arriveranno alla malnutrizione.

Correggere gli squilibri

Quando si ha uno squilibrio, e si comincia un percorso alimentare, una volta corretto lo squilibrio, il percorso alimentare deve cambiare, diversamente si passa ad uno squilibrio di tipo opposto.

Ci sono pazienti oncologici a cui personalmente ho consigliato la carne perché il loro quadro la richiedeva, ma ad alcune persone ho indicato il pollo, per altre era meglio il maiale, altre ancora era meglio la selvaggina, ad altre ho consigliato di non mangiarla per un periodo. Non sono assolutamente d’accordo sul dare un messaggio così deviante come prescrivere l’assunzione di carne liofilizzata per tutti.

Smettiamola con questi messaggi

Il segreto è l’equilibrio in tutti i sensi, nell’informazione che si passa, nell’informazione che si riceve, nel percorso che si sceglie (sapendo che ad un certo punto necessita di un cambiamento), essere in equilibrio con la natura (l’uomo deve smetterla di intervenire).

Personalmente non mangio carne, non l’ho mai gradita, ma penso sia sbagliato non mangiarla quando c’è la necessità di farlo, o quando si sente la necessità di mangiarla,  anche quando si è un paziente oncologico.

Spero di non aver dimenticato nulla, ma sono a disposizione.

Un caro saluto Elena

 

Elena AlquatiSono Elena Alquati e sono un consulente alimentare. Se hai bisogno di un chiarimento lasciami un commento, risponderò nel più breve tempo possibile. Se invece hai bisogno di una consulenza scrivimi su alqua63@gmail.com.

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