Il mondo della Nutrizione è nel caos, ma come ci siamo arrivati !

In Mangiar sanoby Elena Alquati8 Comments

Che stiamo vivendo una situazione di caos nel mondo della nutrizione è un dato di fatto, ma perché siamo arrivati a questo punto? Siamo sicuri che abbiamo bisogno di linee guida, o dobbiamo (ri) pensare di intraprendere una strada diversa? Forse questo momento è  arrivato!

Ormai la nutrizione è allo sbando e noi con lei. Sono vent’anni che lavoro e studio  in questo settore e non ho ma visto, perdonatemi il termine, un casino di questa portata.

Chi sono

Concedetemi qualche riga per fare delle precisazioni che mi riguardano, giusto per correttezza. Mi definisco una food consultant con un curriculum di tutto rispetto, anche se i miei studi non sono riconosciuti, e soprattutto ci tengo a precisare che i miei  studi vanno in una direzione completamente opposta alla scienza: l’energia del cibo. Ho sempre cercato di lavorare affiancandomi a degli esperti (riconosciuti), medici, nutrizionisti, biologi, oncologi, diabetologi, ecc. perché sono totalmente convinta che la scienza sia carente in molti aspetti, e che quello energetico sia una carenza importante da dover integrare.

sorridere

È appena uscito un articolo sul Fatto alimentare, testata che stimo moltissimo e dalla quale prendo parecchi spunti, dal titolo: “ Chi decide la dieta degli italiani? Un Paese allo sbando, senza rotta, senza linee guida e senza interlocutori”.  – Mai nell’evoluzione l’uomo ha avuto bisogno di linee guida (di cui ne siamo pieni),  e interlocutori. Era la mamma e la nonna che ci insegnavano la cultura del cibo: cosa e quanto mangiare, e tutte quelle regole  che venivano tramandate di generazione in generazione, senza questioni e disaccordi per mantenere in salute la famiglia (e l’ambiente).  Siamo l’unico essere animale che per nutrirsi deve avere bisogno di qualcuno che le/gli dice cosa mangiare.

Perché mi viene da sorridere? Perché questo caos lo avevo previsto. Ricordo  che due  anni fa, parlando con un noto medico, raccontavo delle mie perplessità sul continuare  una mera divulgazione da “volantinaggio”, e di quanto fosse estremamente necessario  sedersi al tavolino e rivedere i punti da intraprendere, quelli da abbandonare, e come proseguire per non creare caos e danni. Non sono stata ascoltata, e purtroppo non mi sono sbagliata!

Dove abbiamo sbagliato?

L’argomento è veramente molto complesso! Secondo il mio punto di vista gli errori sono tanti, e arrivano da diverse direzioni, ma sicuramente in primo piano c’è una mancata  presa di posizione efficace  da parte delle politiche agroalimentari, che in questo momento sarebbe necessaria, purché giusta! Ci sono delle dispersioni importanti che non portano da nessuna parte, mentre sarebbe essenziale costituire un ente governativo a cui fare riferimento (regioni, comuni, provincie, cittadini).

nutrizione e  zucchero

Assenza delle istituzioni

Abbiamo inoltre avuto delle falle importanti, con ministri che hanno difeso l’industria alimentare, invece di difendere la salute del cittadino.

Non so se vi ricordate qualche tempo fa, quando l’OMS invitava ad una riduzione dell’apporto calorico giornaliero di zucchero a meno del 5%, e sappiamo bene che di studi sui danni dello zucchero ne abbiamo  tantissimi. Abbiamo anche informazioni su come le ricerche scientifiche siano state corrotte affinché i veri risultati da danni dello zucchero non potessero emergere.

Beh, il nostro Ministro Lorenzin, invece di salvaguardare la salute dei cittadini  ha fatto un comunicato a dir poco indecente I nostri prodotti aggrediti. No a diktat senza base scientifica seria. E’ un’aggressione alle nostre tradizioni dolciarie”.   Ma quali tradizioni? Eppure  ci sono governi che cominciano a prendere delle forti posizioni in proposito, come il Governo Britannico. Perchè noi no?

Esempi di questo genere ne abbiamo tantissimi. Prese di posizioni che il nostro Governo non prende o prende per finta tutelando  l’industria (agro) alimentare invece della nostra salute e quella del nostro pianeta.

scienza e marketing

Questo è un altro grande problema: quando il marketing si traveste da ricerca scientifica. È di qualche giorno fa l’articolo pubblicato sul mio blog relativo al  “Cioccolato”, ed è solo uno dei tanti esempi di come l’informazione di un alimento chiamato “superfood” venga usato dal marketing per spingerne le vendite, e poi essere smentito, passatemi il termine, miseramente. Così come è successo per la curcuma, e per tantissimi altri alimenti che il consumatore, credulone, ha acquistato e consumato, facendo  così alzare le vendite di chi produce o commercia.

Scienza non  fatti personali

Nell’articolo sopra indicato de “Il Fatto Alimentare”, si citano Panzironi, o peggio ancora Lemme  e di come questi due personaggi, senza averne le dovute abilitazioni, si siano messi a parlare di alimentazione, con un seguito notevole conferitogli  dalla grande visibilità che hanno avuto a livello mediatico. Anche in questo caso l’istituzione è stata assente, perché qualcuno dall’alto avrebbe dovuto intervenire sul mero giornalismo di alcuni programmi televisivi che, solo per fare ascolti, lanciano personaggi indecenti.

Inserire nell’articolo  insieme a  questi due personaggi  anche il Dr. Franco Berrino …  per farlo apparire allo stesso livello (perché è questo il messaggio che passa), beh penso ci sia un limite a tutto. Qual è il motivo? Sempre lo stesso: la farina 00 e la sua dieta improponibile!

Sicuramente le sue modalità espressive sono  po’ teatrali, come lui stesso dichiara nel commento in risposta al “Fatto Alimentare”,  ma  ha sempre supportato le sue dichiarazioni con serie evidenze scientifiche . Anche sul latte, è riduttivo dire semplicemente che il Dr. Berrino non lo consiglia.

Anche se non ho condiviso le sue scelte degli ultimi 2 anni, rispetto lo scienziato che ho conosciuto e con il quale ho collaborato per ben 12 anni, e anche se non ha bisogno di essere difeso, penso che  non meriti in nessun modo di essere messo allo stesso livello di due personaggi come Lemme  o Panzironi. Il curriculum del Dr. Berrino meriterebbe un po’ più di rispetto, così come il lavoro che ha svolto e i risultati che ne sono seguiti.

Io  stessa a volte vado a mangiare una  focaccia in pizzeria, fatta con la farina 00, e so che non morirò. Eppure ho lavorato con gli allarmismi di Berrino per 12 anni. Forse è eccessivo dichiarare che la farina 00 è un veleno, ma non la si può certo promuovere, e tanto meno paragonare ad una farina integrale biologica macinata a pietra.

Chissà, un punto di inizio potrebbe proprio essere quello di basarsi sul migliorare l’espressione verbale in senso etimologico,  e non basarsi su interpretazioni o simpatie personali.

Scienza

Bisogna essere onesti, e se sono d’accordo sul fatto che ci sono troppe persone esperte di alimentazione improvvisate, lo stesso caos lo vediamo  all’interno della scienza stessa, dove medici, nutrizionisti, biologi, e  ricerche scientifiche,  dichiarano tutto e il contrario di tutto.

usiamo i giusti vocaboli

L’uso errato delle parole

La catastrofe, e scusate se mi esprimo con questo termine ma di catastrofe si tratta, è che non usiamo più le parole per il  loro giusto significato, e siamo diventati approssimativi nella loro spiegazione. Se Ascoltate il video di Panzironi, lo capirete bene. Demonizza la Dieta Mediterranea colpevolizzandola di essere la causa delle patologie della nostra era. Dice che una colazione tipica della Dieta Mediterranea come fette biscottate e marmellata oppure cappuccino e brioches, sono il motivo dei problemi relativi alla glicemia, causa delle patologie moderne. Questa dichiarazione è falsa e fuorviante:

  • La Dieta Mediterranea non prevede cappuccino e brioches, e neanche le fette biscottate con la marmellata, tipica colazione moderna. A seconda dei luoghi,  la vera Dieta Mediterranea prevedeva una colazione basata su cereali e legumi, come ad esempio la classica pasta e fagioli.

 

  • L’uso dei termini è assolutamente fuorviante. Si parla di carboidrati senza specificarne il tipo (raffinati, semplici, complessi), e non si citano i cereali integrali, che sono ben altra cosa. Inoltre non si capisce per quale motivo cita i legumi in un contesto di innalzamento della glicemia.

L’uso della parola ha un significato etimologico che non è dato essere personalizzato a proprio piacimento, ma è intrinseco nella radice della parola stessa, e oggi non ne  abbiamo più la conoscenza e non sappiamo usare correttamente i vocaboli. Questa è una tra le conseguenze più importanti del caos che stiamo vivendo, in tutti i settori.

Cosa dice l’Airc

Un bellissimo articolo dell’Airc, appena uscito, spiega in modo molto chiaro che non esiste un unico alimento per la prevenzione dei  tumori. Gli studi infatti, mostrano molto chiaramente che la relazione tra alimentazione e cancro è molto complessa e il suggerimento più corretto, è di seguire una dieta varia, equilibrata priva di eccessi, con poco alcool, e che a supporto della dieta  è necessario fare esercizio fisico.

Ecco la sintesi da loro pubblicata:

  • Nessun alimento, da solo, può ridurre il rischio di ammalarsi di tumore, anche se alcuni alimenti specifici, come le carni rosse e l’alcol, se consumati in grande quantità, possono accrescere il rischio individuale per alcuni tipi di cancro.
  • Studiare gli alimenti è complicatoperché contengono molte sostanze diverse e l’effetto è dato dalla loro somma.
  • Gli integratori alimentari di singole sostanze attive non mostrano gli stessi effetti sull’organismo degli alimenti completi.
  • Gli studi di nutrizione si basano soprattutto su osservazioni epidemiologiche che individuano correlazioni tra il consumo di gruppi di alimenti e la frequenza di tumori nella popolazione studiata. Tuttavia, per confermare tali correlazioni, è necessario che il possibile nesso causale tra alimenti e malattie sia confermato con ulteriori dati sperimentali.
  • Quasi tutto ciò che consumiamo è stato studiato in relazione al cancro, ma non sempre con studi rigorosi e spesso con risultati discordanti.
  • Chi vuole prevenire la malattia deve affidarsi, più che a un particolare alimento, a una dieta sana, varia e moderata. Ma deve anche tener conto di altri comportamenti che hanno un impatto sulla malattia, come l’attività fisica, il consumo di alcol e soprattutto il fumo.

Cosa dobbiamo mangiare?

Io sono per la Dieta Mediterranea, anzi come dice il  pediatra Mario Berveglieri,  che stimo moltissimo, sono per  “la dieta del Mediterraneo”.  Sottolineo molto l’importanza del territorio, fattore fondamentale per chi studia l’energia del cibo, e se i medici o gli esperti di nutrizione,   studiassero ancora Ippocrate,  ne capirebbero l’assoluta importanza. Di fatto penso che prima di dire cosa dobbiamo mangiare, dobbiamo fare un piccolo passo indietro e cambiare la domanda in “cosa mi fai mangiare”. Il mio parere è che in primo luogo dobbiamo migliorare la qualità del cibo:

  • convertire gli allevamenti intensivi, compreso quelli ittici,  in allevamenti sostenibili
  • promuovere l’agricoltura senza pesticidi e senza nessun tipo di prodotto chimico.
  • Togliere il cibo artefatto. Basta alimenti pieno di additivi, coloranti e conservanti tossici.
  • Dare dei punti fermi all’industria alimentare con l’obbligo di rispettare i parametri che preservano la salute dei consumatori e l’ambiente.
  • Regolamentare la pesca
  • Che i mangimi per gli animali siano il cibo giusto per ciascuna specie, senza ormoni, antibiotici e altri farmaci.

Inoltre:

  • Punire le aziende e gli studi di ricerca che falsificano i risultati delle ricerche ai fini speculativi
  • Punire le pubblicità ingannevoli
  • Punire il marketing che crea spot non veritieri
  • Vietare la pubblicità di cibi insalubri.
  • Promuovere uno stile di vita più sano
  • Regolamentare i programmi  sull’alimentazione

Troppo eh? Beh però da qualche parte possiamo cominciare, non credete!

Facciamo un passo indietro

So che è un grande sforzo, ma l’ideale sarebbe che ci impegnassimo a preparare un cibo con le nostre mani, smettiamo di nutrire l’industria alimentare e promuoviamo chi prepara un cibo sano, etico e nella totale consapevolezza. Cuciniamo noi per la nostra famiglia, e pensiamo ai nostri bambini che sono il nostro futuro, riprendiamoci il sapere antico, un pezzo alla volta, e smettiamola di seguire  personaggi famosi, perché essere famoso non è sinonimo di conoscenza e saggezza.

 

Elena Alquati

Food Consultant

Comments

  1. SEMPLICEMENTE FANTASTICA,CHIARA E BEN DETERMINATA
    SU OGNI ARGOMENTO E PAROLE…BRAVA da
    Paolo Panacea

  2. brava, complimenti per la chiarezza degli argomenti e degli articoli.
    da Paolo Panacea

    1. Author

      Grazie Paolo,
      mi fa molto piacere il tuo commento. Cercare di essere il più chiara possibile è l’obiettivo che mi sono posta, cercando di migliorare sempre grazie ai vostri commenti!
      un grande abbraccio Elena

  3. Brava cara Elena! Come so, grande cuore nelle tue parole chiare e comprensibili.
    Siamo tanti genellini di sabbia ma nel nostro essere piccoli possiamo modificare il mondo! Marina

    1. Author

      Grazie Marina! Condivido le tue parole!
      Un abbraccio Elena

  4. Bellissimo articolo che merita tutta l’attenzione, complimenti.

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