Nella nostra esperienza, niente più di questo argomento è mai riuscito a dare origine a dispute di ogni genere, da quello emotivo, a quello scientifico, a quello etico, e molto altro ancora.

A chi faccia bene il formaggio dipende da molti fattori, ma poco ha a che fare con la salute del consumatore:

  • il marketing veicola i messaggi (sempre meno etici e spesso ingannevoli) dell’azienda che il prodotto lo deve vendere;
  • le ricerche scientifiche negli ultimi tempi si stanno legando sempre di più all’industria alimentare, creando grandi conflitti di interesse in nome di una citazione/articolo dell’Università in questione su qualche rivista di grido;
  • gli allevamenti intensivi che in nome della produzione utilizzano farmaci e mangimi che di naturale e salutare non hanno più nulla.

Agli occhi della gente comune latte, latticini e formaggi  sono considerati alimenti  che esistono da sempre (non è proprio così), e per molti sono intoccabili. Di fatto ci sono studi che ne dimostrano  un aumento del rischio di ammalarsi di alcune patologie, altri che dimostrano la loro peculiarità come ad esempio la riduzione del rischio di ammalarsi di altre patologie. Una cosa che colpisce, e che è certa, è il notevole aumento del consumo pro capite annuo di formaggio passato da kg. 3.1 nel  1901 a kg. 21.5 ai giorni nostri.

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il presente articolo è stato curato da me per Prevenzione a Tavola srl