Un tempo nemmeno tanto lontano, citando il nome di un ingrediente, si aveva la chiara comprensione del suo significato.  Oggi è diventato tutto più complicato, basti solo vedere la confusione che scaturisce la semplice parola zucchero, da cui emerge un mondo di informazioni, anche contrastanti. Mai avrei potuto pensare di non trovare chiarezza sul sale. Mi sono resa però conto che il sale marino integrale è un ingrediente “questo sconosciuto”, e per qualcuno addirittura inesistente.

Un pizzico di storia

Omero lo chiamava la “Sostanza Divina”, mentre i Romani “Oro Bianco”,  la storia del sale ha avuto un ruolo fondamentale sia nell’alimentazione, che nei rapporti socio-economici e culturali. Una storia legata al commercio, al potere, alle superstizioni ma anche alla religione, con radici lontane che partono dal Neolitico (10.000 anni fa) e arrivano sino alla Rivoluzione Industriale. Un ruolo fondamentale da cui inizia una storia nel mondo culinario, che, ancor prima di essere utilizzato come condimento, lo si riconosce come un ottimo conservante, in particolare di carne e pesce.

Purtroppo lo spazio a disposizione per un articolo non  permette di approfondirne la conoscenza, tuttavia, la storia del sale è un viaggio con un punto di partenza che è l’origine della civiltà, e merita di essere approfondita.

Curiosità superstiziose

Molte sono le leggende folkloristiche dei diversi popoli, legate al sale. Una delle  più conosciute è il pensiero che, cadendo a terra, il sale possa essere fonte di disgrazia; oppure pensare che, l’unione con l’olio possa allontanare le forze maligne.

Pochi sanno invece che, il galateo medievale non permetteva di maneggiare il sale con le mani, ma ad esempio, con la punta di un coltello.

L’importanza del sale

Il sale marino integrale contiene quasi tutta la tavola periodica degli elementi di cui è composto il nostro organismo, ed è indispensabile per mantenerci sani.  La concentrazione e la qualità dei sali, dentro e fuori dalle cellule, regola il nostro equilibrio idrico (non solo), e attraverso lo spostamento dei liquidi le sostanze nutritive possono essere portate all’interno della cellula, mentre le scorie del metabolismo vengono rimosse. Il sale determina un equilibrio molto delicato, ed è quindi importante scegliere il sale giusto.

Sale marino integrale una scelta ottimale

Il sale è un condimento antichissimo, e non tutti sono al corrente che, tutto il sale è sale marino, anche quello da “miniera” : giacimenti naturali di sale formatisi circa 200 milioni di anni fa a seguito del prosciugamento dell’acqua dei mari primordiali. Il contenuto degli elementi nel sale, varia a seconda della diversa salinità marina,  tuttavia la  Legge delle proporzioni costanti  afferma che il rapporto di alcuni ioni, come ad esempio il rapporto tra il Sodio, il Potassio e il Cloro, è praticamente costante ovunque  anche a salinità diverse.

Acqua, sole, vento

La lavorazione del sale marino integrale avviene per mezzo di evaporazione dell’acqua di mare, sottoposta ad una serie di trattamenti superficiali di lavaggio e purificazione; quindi gli ingredienti essenziali per la nascita di un buon sale marino integrale, sono acqua di mare, sole e vento. Questa lavorazione permette la conservazione del patrimonio naturale di elementi (iodio, magnesio, potassio e altri), come abbiamo sopra citato, è la quasi totalità della tavola periodica , ben calibrati tra loro dalla natura stessa, così da modulare la presenza di cloruro di sodio, elemento fondamentale, ma che se isolato dagli altri elementi  e assunto in quantità eccessive, diventa dannoso.

Il sale migliore è il “fiore del sale”, ricco in modo naturale di iodio e magnesio, che si forma solo quando c’è il sole e poco vento, e compare sulla superficie delle saline sotto forma di cristalli, che vengono raccolti a mano.

Solo Cloruro di sodio

Il sale da cucina che noi tutti conosciamo, viene invece prodotto attraverso l’evaporazione indotta ad  alte temperature, con la conseguente perdita di tutti gli elementi presenti. Risultato? Cloruro di sodio pari al 97%-99.9% e nient’altro. Purtroppo questo risultato rende il prodotto poco salutare, tanto che  sono stati da tempo intrapresi  accordi ministeriali per ridurne il consumo, e l’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) raccomanda di consumarne meno di 5 grammi  al giorno, tra quello già presente negli alimenti e quello aggiunto (riferendosi al sale raffinato): un cucchiaino da tè corrisponde  a circa 2 grammi di sodio.

Gli effetti collaterali di un eccessivo consumo di sale raffinato sono pericolosi, sono molti, e li conosciamo tutti: può sviluppare ipertensione sanguigna, può comportare ritenzione di liquidi, può determinare ipertensione oculare e disturbi della visione,  può danneggiare i reni, ecc..

Diversi ancora sono i sali dietetici, come il sale iposodico o quello arricchito con iodio (per lo più chimico), prodotti dall’industria alimentare e destinati alle persone che hanno problematiche particolari.

Non solo in cucina

Il sale è un ottimo ingrediente che si presta anche per altri usi, vediamo quali:

Per pulire i denti

Chi  pratica la macrobiotica conosce sicuramente il dentie. Prima dei dentifrici per la pulizia dei denti si utilizzavano vegetali e Sali minerali, ed ecco nato il dentie. Cos’è? È una semplicissima polvere preparata con una melanzana carbonizzata e sale marino. Viene venduta nei negozi specializzati, ma non è difficile prepararla in casa. Basta usarne un pizzico e spazzolare i denti, igienizza e mantiene la bocca fresca, ricordandosi di usarlo con parsimonia in presenza di alcune patologie dentali.

Un calore molto benefico

Il sale (grosso) scaldato in padella, messo in un sacchetto di cotone, aiuta a fermare la diarrea da freddo (mettere il sale caldo sulla pancia); allenta la tensione accumulata alla base del collo (cervicale);  utile nei dolori lombari da colpo di freddo o per tonificare i nostri reni (magari dopo che siamo stati a lungo in piedi durante la giornata).

Uno scrub depurativo

In un contenitore aggiungi sale marino integrale grosso, versa due dita di olio di mandorle spremuto a freddo fino a coprire il sale, e aggiungi qualche goccia di olio essenziale (es. arancio e zenzero).

Inumidisci la pelle, prendi un poco di scrub da te preparato, e massaggia dolcemente il corpo con movimenti circolari, partendo dai piedi a risalire,  e concentrandoti sulle zone per te più problematiche. Risciacqua e tampona con un asciugamano. Per procedere si suggerisce di utilizzare la doccia. Effettua lo scrub non più di una volta la settimana per evitare che irritare la pelle.

Insomma il sale è veramente un ingrediente di tutto rispetto, e non solo in cucina, ma scegliamo quello giusto: integrale e italiano!

Elena Alquati