Il Dao, il Vuoto e Alimentazione

In Filosofia dell'alimentazione by Elena AlquatiLeave a Comment

Il Dao è la strada. Un Ritorno alle origini necessario perché ogni nostro gesto, anche il più banale, legato al cibo non è più spontaneo. Forse bisognerebbe ripartire da zero, dall’ importanza che ricopre il vuoto, che non è il nulla, ma uno spazio dove tutto può rinascere, un luogo pieno di possibilità!

Le informazioni che non passano

Libri su libri, esperienze su esperienze e ancora conferenze, corsi, confronti, attenzione particolare durante gli incontri, ma la domanda rimane sempre la stessa: ma perché nonostante tutte le informazioni che ci arrivano con dettaglio e precisione scientifica (ma anche molto contrastanti), sembra esserci una regressione della cultura, della comprensione, della coscienza, della conoscenza sull’alimentazione?

il Dao e il Maestro

Lo stile di vita è molto cambiato, e cambia continuamente ad una velocità vertiginosa, basta rapportare cos’era l’alimentazione solo 15 anni fa e cos’è oggi, figuriamoci a paragonarla in un tempo più lontano.

I guru della macrobiotica affermano che con l’alimentazione si  risolvono tutti i problemi (questo è il messaggio che mi è arrivato da subito); non sono del tutto d’accordo.  Questi stessi  guru, e parlo dei grandi guru, avevano per cultura anche altri strumenti che facevano parte del loro quotidiano come il qi gong o il tai chi, la meditazione, la respirazione, la contemplazione. Strumenti che nel nostro quotidiano, e parlo di quotidiano, moltissimi di noi non hanno.

E così, come cita la canzone di Francesco Gabbani, ci facciamo un’ora di Nirvana, e pensiamo di aver raggiunto la conoscenza del sé, facciamo un corso di cucina e pensiamo di dover dispensare consigli su come “curare”.

Spesso l’umiltà ci sfugge di mano, e così, diventando dei punti di riferimento, non pensiamo più che ciò che diciamo deve essere ben calibrato e pensato, perché chi riceve il nostro messaggio può non avere il nostro livello di comprensione, e l’interpretazione che ne deriva può rivelarsi completamente diversa rispetto al messaggio che noi avremmo voluto trasmettere.

il vuoto un luogo pieno di possibilità

I social traboccano di informazioni sui danni del cibo (e sul cibo in generale), così come la televisione, i giornali e le trasmissioni dedicate. Forse bisognerebbe ripartire da zero, dall’ importanza che ricopre il vuoto, che non è il nulla, ma uno spazio dove tutto può rinascere, un luogo pieno di possibilità.

Tutti noi dovremmo fare delle riflessioni e porci delle domande:

  • quali sono i principi che devono governare la vita dell’individuo?
  • Qual è il giusto sapere?
  • Quali sono i discorsi appropriati?
  • Quali argomentazioni sono attendibili?
  • Come possiamo cambiare partendo dal vuoto?

la strada del Dao

La meditazione e la lettura dei vecchi testi aiutano molto. Il mio maestro di tuina, Tino Z. Wong, mi diceva che il nutrimento non è solo cibo. Lui teneva sul suo comodino il libro di Lao Tze “Il Dao” e ogni sera ne leggeva qualche pagina prima di addormentarsi, e quando lo aveva finito ricominciava da capo. Ma quello che più insegnava era che ciò che stavamo imparando doveva essere vissuto, ogni giorno, e diventare la nostra modalità di vivere, il nostro stile di vita.

Il Dao è la strada, il cammino che ognuno di noi deve tracciare:

  • È connettersi con l’Universo
  • è disciplina
  • è il modo di procedere
  • il metodo.

È ritrovare l’ordine per il governo di se stessi – della famiglia, del Paese -, è comunicare, esprimere, è essere consapevole, è benevolenza, giustizia.

Il Dao è magia. Il giusto cammino che ogni individuo dovrebbe percorrere occupando il posto che gli compete (e non quello degli altri) e ottemperando ai propri doveri.

la scienza e il marketing

Purtroppo oggi siamo diventati dei consumatori senza sosta, e dobbiamo continuare a consumare perché il nostro stile di vita ci ha resi schiavi. Per poter vendere di più gli scienziati pagati dall’industria alimentare ci analizzano con tecniche speciali, così che possano entrare nel nostro inconscio e rubare informazioni che servono a studiare un marketing che continui a farci consumare e a renderci schiavi, radicando questa schiavitù.

L’essere umano è sempre stato attratto da un’evoluzione improntata ad una vita facile e senza difficoltà, ma soprattutto che ci permette di avere tutto ciò che vogliamo e subito. Ma alimentarsi è una cosa seria, e non è un fatto fine a se stesso. Ogni volta che mangiamo assorbiamo il nostro ambiente (sole, luna, acqua, pianeti ecc): tutto ciò che appartiene all’Universo, diventando parte di esso.

Ciò che è tipico del nostro mondo e dal quale siamo particolarmente attratti, è la ricerca dell’intensità del sapore, la bellezza di ciò che appare nel piatto. Ma tutto questo è solo apparenza. Chi insegna l’arte della cucina, per primo, deve sapere che l’obiettivo è arrivare ad apprezzare l’insipido, ovvero le cose semplici, genuine, pure: l’essenziale.

UN ELOGIO ALL’ INSAPORE

il saggio dice

“Ogni sapore è illusorio e seducente al contempo, induce soltanto il passante a fermarsi, lo alletta senza soddisfarlo. Rappresenta soltanto un’eccitazione immediata e momentanea che … si esaurisce appena consumata: in opposizione a queste stimolazioni superficiali, eccoci invitati a risalire alla sorgente inesauribile ….

Quando nessun sapore è accentuato, il valore di saporazione è tanto più intenso da non poter essere assegnato, oltrepassa la propria contingenza, si apre alla trasformazione: il saggio ‘assapora il non sapore’ così come ‘agisce senza agire’ e si affaccenda a ciò che è senza faccenda.

Poiché la saggezza sta nel percepire che questi opposti, ben lungi dall’essere bloccati definitivamente in una individualità esclusiva, non cessano di condizionarsi l’un l’altro e di comunicare tra loro”.

Termino con queste righe del libro “Elogio dell’Insapore” (François Jullien, Raffaello Cortina Editore) e spero che possano arrivare nel cuore di chi le legge, e ripartire dal vuoto per dare alle persone ciò che serve. Niente di più! Iniziamo il percorso dell’unione, e smettiamo di disgregare tutto, informazioni comprese.

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