“I reni sono, per analogia in un corpo di carne, la fermezza di un padrone che sa tenere saggiamente e solidamente sotto controllo i suoi dipendenti. Sono la base della vita, depositari dello yin (acqua) e dello Yang (fuoco), il cui accoppiamento costituisce l’origine di ogni uomo.” (da Huangdi Neijing Lingshu)

Fermezza, stabilità e continuità del saper e del voler fare, questo è ciò che ci danno gli spiriti del rene. Lo stile di vita moderno ci porta spesso ad avere una profonda stanchezza fisica e mentale, sentiamo di non avere voglia, di non farcela: le nostre pile sono scariche e tale condizione, direttamente o indirettamente, dipende dai soffi del rene che si stanno dissolvendo. Certo, non è facile trovare un medico che ci dica: « bisogna nutrire i soffi del rene!». E cosi, una bella prescrizione di integratori non ce la toglie nessuno; sicuramente a volte aiutano, ma spesso no.

 

Il rene è l’organo che più risente dello stile di vita.

Essere continuamente sottoposti a stress consuma i suoi soffi: essere sempre di corsa, avere lavori notturni, avere lavori che ci portano a stare sempre in piedi ma senza muoversi (parrucchiera, stiratrice, ecc.), così come passare tante ore seduti davanti ad un computer o, al contrario, avere un lavoro molto faticoso, oppure un’intensa attività sessuale, ma soprattutto non avere il tempo di riposare e da dedicare a noi stessi. Tutti questi comportamenti ledono il Qi del rene, ma abbiamo un grande alleato: il cibo!

 

L’essenza della vita

Quando un uomo e una donna si uniscono e concepiscono una nuova vita, non avviene solo un’unione di cellule che formeranno un essere umano, ma attraverso questa unione verrà trasmessa l’essenza della vita, che noi riconosciamo come patrimonio genetico: “il Qi del cielo anteriore”; tale essenza è tesaurizzata proprio dai reni e dobbiamo riservarle tutto il nostro rispetto nonché  tutta la nostra cura per evitare che si consumi prima del tempo.

Un cibo che mantiene l’essenza

Se il nostro stile di vita sarà relativamente eccessiva, questa essenza si consumerà prima del previsto, e per limitarne il consumo, abbiamo la possibilità di attingere ad un altro Jing… quello del cibo! Da qui l’importanza di consumare i semi, ricchissimi di Jing (ricordiamoci che i semi racchiudono la vita… se li seminiamo daranno origine a una nuova pianta), la frutta e la verdura fresche (appena raccolte), i germogli, e in generale tutti i cibi ricchi di essenza, di vita.

L’inverno: energia che si inabissa

I reni sono correlati al Nord, il regno del freddo, e per estensione corrispondono alla stagione invernale. L’inverno è la stagione in cui l’energia si inabissa chiudendosi al cielo, così che si possano proteggere i semi e tutto ciò che si risveglierà a nuova vita nella prossima primavera.

Appartengono all’elemento acqua, e così come l’acqua tesaurizza la potenza e la vitalità per originare nuova vita, i reni tesaurizzano le essenze del nostro corpo, potenza e vitalità che permette di generare una nuova esistenza; non a caso sono responsabili della fertilità e del funzionamento degli organi sessuali.

 

L’acqua un percorso fedele

L’acqua ha il suo percorso, nasce dalla montagna e il suo destino si compie unendosi alle acque del mare. In uguale misura, l’uomo che rimane fedele alla sua natura originaria espressa dai reni, conduce la propria vita seguendo un percorso in funzione delle circostanze ma sempre mantenendosi ben saldo alla propria natura; è così che il suo volere sarà perfetto giusto e potente.

Il volere

Ormai l’essere umano non solo ha fatto una grande deviazione dal suo percorso naturale, ma quel che è peggio è che non ne è consapevole. Questo sta generando malattia fisica, psichica e sociale. I reni ci danno una delle facoltà più importanti della vita: il volere. Se c’è volontà c’è continuità, si mantengono le idee, si formulano nuovi obiettivi: questo è il mantenimento vitale. Se non c’è volontà tutto si ferma e la vita si spegne.

 

Una connessione con la Macrobiotica

Il rimanere fedeli alla nostra origine ha un significato molto più profondo di come appare. Tra i punti cardine che permettono all’uomo di mantenere l’equilibrio, uno è di mantenere una buona memoria: questo diceva Oshawa, e non si riferiva al fatto di ricordarsi o meno i numeri di telefono, ma di riconnettersi alla nostra origine (da dove veniamo, cioè la storia della nostra evoluzione sino ad oggi), e al percorso che vogliamo fare (dove siamo diretti). Rimanere fedeli alla nostra origine significa seguire il Dao: noi siamo parte integrante e inseparabile dell’ambiente in cui viviamo.

Se la nostra alimentazione, lo stile di vita e i nostri comportamenti non sono appropriati, i processi di squilibrio innescati ci porteranno alla malattia. Attraverso le essenze, i reni costruiscono le fondamenta dell’essere umano, e la potenza dei reni si esprime nelle ossa dandoci forza, stabilità e resistenza.

 

I soffi del rene

I soffi del rene ci danno abilità, ingegnosità e potenza; questo ci permette di portare a compimento ciò che appartiene alla quotidianità della nostra vita, con competenza e maestria. Sono i reni che determinano la nostra forza di volontà, e sono il sostegno necessario allo Shen per poter focalizzare gli obiettivi che decidiamo di prefissarci e perseguirli con determinazione. Ma se le nostre pile sono scariche, la nostra volontà barcolla, lo Shen è sconfortato e l’obiettivo non si raggiunge.

 

La manifestazione di un rene scarico

Le persone di forte costituzione  esprimeranno il loro squilibrio con atteggiamenti di eccessiva prudenza e introversione. Avranno paura a esporsi anche nelle situazioni più banali, presentando scuse di giustificazione, aumentando lo stato di ansia e agitazione. È un eccesso di prudenza, controllo, auto-protezione: non vogliamo essere colti di sorpresa. Nei soggetti con una costituzione più debole, questa prudenza diventerà paura, le ansie non verranno nascoste ma, anzi, saranno manifestate apertamente.

 

La paura

L’emozione correlata ai reni è la paura, il timore, e per estensione il terrore. La paura non è necessariamente da intendere come emozione negativa: se espressa come saggio timore, o prudenza, ci permette di avere la giusta valutazione/azione nella vita di tutti i giorni. Avere la meticolosità, la coscienziosità, timore di non essere all’altezza e di commettere errori, sono espressioni di prudenza e di umiltà; positive quindi, a patto che non diventino un’ossessione.

Lo squilibrio di questa emozione, infatti, rende insicuri, toglie la tranquillità, fa sempre temere che possa accadere qualcosa di pericoloso a noi e ai nostri cari; così la mente diventa disturbata, viene a mancare la libertà di pensiero e la tensione sale: si perde il possesso di sé.

 

Anche il corpo esprimerà un linguaggio, rannicchiandosi verso il basso rifiutando la solarità. La paura è forse l’emozione che più si radica, difficile da debellare. Ricordiamoci che i reni sono correlati all’inverno, stagione che contiene, mantiene e trattiene; tutto deve essere immobile. Se la paura diventa patologica, si ha l’impressione che tutto sfugga; è un’emozione che rode e viene a mancare la fiducia nei confronti della vita.

 

L’alimentazione moderna è lesiva, poiché propone un cibo troppo raffinato, troppo ricco di grassi saturi, troppo industriale, troppo ricco di additivi e coloranti, troppo povero di fibre e di altri nutrienti. Ogni organo ne è colpito esprimendo il proprio disagio attraverso il pensiero, il comportamento, l’azione, la percezione. Il primo sintomo di un rene in deficit è la stanchezza fisica e psichica, stanchezza che si accentua per lo stile di vita stressante che abbiamo. Generalmente si manifesta anche con dolore, fastidio o pesantezza nella zona lombare e alle ginocchia. La prudenza comincia a trasformarsi in paura, la volontà si dissolve e il coraggio viene a mancare.

RIFLESSIONE

Si dà sempre meno importanza al cibo, e ancora meno al fatto che una patologia possa essere correlata ad una errata alimentazione,  ma di fatto non è così. E’ altrettanto importante sapere che una patologia fisica si associa in modo lineare ad una patologia psichica e viceversa.  Naturalmente c’è da sapere molto di più, ma non serve studiare la Medicina cinese, e non è importante sapere tutti questo, è importante comprendere che dobbiamo cambiare prospettiva ed avvicinarci di più alla natura, al nostro ambiente, con rispetto e umiltà, perché è da lui che dipendiamo.

 

Elena Alquati – Food consultant

 

 


L’articolo è tratto dal libro “Nutrire il corpo e la mente ” di Elena Alquati – edito da Giunti.