• Gr. 120 di farina integrale di riso
  • Gr. 40 di farina integrale di mais
  • Un pizzico di bicarbonato
  • 10 giuggiole (secche) tritate finemente
  • Un pizzico di sale marino integrale
  • q. b. Succo di mela

Mettete insieme tutti gli ingredienti. Aggiungete il succo di mela fino a dare all’impasto la consistenza delle frittelle. Oleate una padella con un po’ di olio di mais o girasole. Formate una frittella aiutandovi con un cucchiaio e versatela nella padella calda, rosolandola da entrambe le parti. Potete completare questa colazione con della marmellata senza zucchero.

Un frutto mediterraneo dimenticato

They call the lady Giuggiola, Giuggiola Giuggiola / and i’m in love withe Giuggiola … è una canzone di Dean Martin dedicata ad una donna ancora oggi ignota, e l’espressione italiana “andare in brodo di giuggiole” …  dà subito l’idea della bontà e la dolcezza di questo frutto oggi dimenticato.

Giuggiola

“Il periodo d’oro delle giuggiole è durato secoli. Erodo, storico greco vissuto nel V secolo a.c., nelle sue storie, racconta che Egizi e Fenici ricavano dalle giuggiole una specie di vino. Nel Rinascimento la giuggiola era un frutto molto ricercato dai cuochi delle corti italiane. I Gonzaga, signori di Mantova, amanti dei piatti agrodolci (tortelli di zucca), ne erano talmente entusiasti che avevano avviato una vera e propria coltivazione di giuggioli. Oggi si trova secca, mentre fresca si comincia a trovare ma raramente. Oggi sta trovando una nuova vita e riscoperta. In medicina cinese è utilizzato in cucine con cui vengono preparate delle minestre medicate.

Dal libro Frutti dimenticati di Morello Pecchioli