Come ormai in molte ricerche scientifiche sta succedendo, arrivano informazioni che mettono in difficoltà che le ascolta. Personalmente penso che quello che più dobbiamo ascoltare è il nostro buon senso e il nostro intuito. Ho raccolto delle informazioni, così, semplicemente alcuni spunti per arrivare a comprendere che, se siamo in salute, meglio un buon piatto di vitamina D assunta con dello sgombro, ad esempio, e non attraverso una pillola. Sull’utilità degli integratori la scienza ha già risposto, la scienza quella libera da conflitti di interessi.

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Testo del video

Da molti anni è vivo l’interesse  per un potenziale ruolo della vitamina D nella prevenzione o nel trattamento delle infezioni respiratorie. Alcune ricerche condotte dal 2007-2020 rivelano, infatti, effetti protettivi della vitamina D contro le infezioni respiratorie acute, sebbene con effetti modesti.

Il sorprendente legame tra i fattori di rischio (malattie croniche non trasmissibili), l’età, la carenza di vitamina D  e l’importante reazione al Covid-19, ha portato alcuni ricercatori[1] a ipotizzare che la sua integrazione potrebbe essere un rilevante elemento  preventivo e/o terapeutico per il virus in questione.

L’interpretazione, da parte degli stessi scienziati, resta di fatto ancora poco chiara, ma vista questa diffusa notizia sulla correlazione tra la vitamina D nella prevenzione o nel trattamento delle infezioni respiratorie,  è uscita una risposta da parte del BFR[2] che definisce le quantità quotidiane necessarie e sufficienti di vitamina D, ricordando che, sovradosaggi di integratori possono essere dannosi.

Teniamo inoltre presente,  che la vitamina D si forma nella pelle attraverso esposizione solare, e viene assunta in modo marginale con la dieta. E’ quindi importante fare attività fisica all’aperto per poterne produrre a sufficienza, ed è impossibile correre il rischio che il nostro corpo ne possa produrre in eccesso.

Diverso è, se  la sua assunzione avviene attraverso integratori. La scienza ha più volte dimostrato che gli integratori non andrebbero  assunti come fattore preventivo nei confronti di una malattia, a meno che non ci sia di base una mancanza fisiologica, momentanea o cronica che sia, situazione che deve essere valutata da  un medico, il quale si accerterà attraverso degli esami specifici, se la carenza è effettiva, e agirà di conseguenza.

Di fatto, se siamo sani, non abbiamo alcun bisogno di assumere integratori come prevenzione, l’importante è avere una sana alimentazione, il più possibile integrale, non trattata, e soprattutto varia.

La nostra attenzione deve porsi al mantenimento del nostra sistema immunitario, e, oltre che attraverso il cibo quotidiano, possiamo accudirlo con uno stile di vita che comprenda attività fisica, la meditazione, la contemplazione, e generare amore e sostegno nei confronti di noi stessi e del nostro prossimo. Non ci servono pillole.

 

La ricetta dello chef alla vitamina D

Sgombro marinato

ingredienti

  • 4 sgombri pescati
  • Olio
  • Limone
  • Sale
  • Per la marinata:
  • 2 cipolle
  • Timo
  • 1 foglia di alloro
  • Una spruzzata di vino bianco bio

 

Tritate le cipolle finemente, aggiungete qualche foglia di timo, l’alloro, versate il vino. Mettete al fuoco vivo, portate a ebollizione, riducendo il vino. Nel frattempo tagliate gli sgombri a tronchetti, metteteli in una pirofila unta di olio, salate; tagliate a fettine sottili il limone e coprite lo sgombro.

Versate sopra la marinata bollente, rimettete al fuoco, e continuate la cottura per qualche minuto. Lasciare raffreddare, e marinate per qualche ora nel frigorifero. Servire a temperatura ambiente come antipasto.

 

[1] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7398646/

[2] https://www.bfr.bund.de/cm/349/vitamin-d-consumption-of-high-dose-food-supplements-is-unnecessary.pdf