… di conoscere

Anche se non sono particolarmente colpiti in questa difficile situazione, l’attenzione a ciò che mettiamo nel piatto dei nostri bambini deve essere più che mai prudente. Qualche tempo fa, ho pubblicato un articolo della Dssa Eleonora Lombardi Mistura, che può essere tranquillamente inserito nel contesto attuale, prendendo gli spunti che ci servono e diventando consapevoli che, anche se i bambini, forse, corrono meno rischi, la responsabilità di rendere forte il loro  sistema immunitario è un nostro dovere, e noi genitori è dobbiamo iniziare a comprendere che il cibo non è tutto uguale.

Ci sono sostanze contenute in alcuni alimenti, che possono essere percepite come innocue, oppure non essere percepite perché non si presta la giusta attenzione alla letture delle etichette, e quindi al contenuto degli ingredienti, ingredienti che possono rivelarsi notevolmente dannosi per i bambini: “Parliamo di BISFENOLI, FTALATI, PESTICIDI, PERCLORATI, COLORANTI, NITRATI e NITRITI: queste sostanze sono in grado di produrre infiammazione, di alterare il metabolismo degli zuccheri e dei lipidi, di spingere verso la resistenza insulinica e l’obesità, di favorire l’ADHD, di alterare le risposte immunitarie ed ormonali ed anche, in particolari situazioni, di produrre composti cancerogeni”.

Forse si può fare felice un bambino dandogli del cibo così innaturale solamente perché è di tendenza, e la televisione ci invade con i suoi spot,  ma forse sarebbe ancora meglio prenderci carico di educarlo al cibo sano, poi, alle feste, ogni tanto, il peccato ci scappa, ma deve essere occasionale, perché diversamente togliamo loro  il diritto alla salute.

Non mi resta che invitarvi  a leggere la versione integrale di questo articolo scritto dalla d.ssa Eleonora Lombardi Mistura e augurarvi buona lettura!

La parola all’esperto

D.ssa Eleonora Lombardi Mistura –  pediatra di famiglia nella provincia di Bergamo, omotossicologa, esperta in medicina fisiologica di regolazione e microimmunoterapia in pediatria.

Non ci sono dubbi sul fatto che la patologia pediatrica stia velocemente cambiando. I pediatri vedono meno di 50 anni fa le malattie infettive esantematiche tanto presenti un tempo.

Nuove epidemie

Esistono però epidemie nuove; in particolare molto si studia e si parla riguardo al vertiginoso aumento dei    “ disturbi del neurosviluppo” dei paesi occidentali. In aumento vertiginoso sono anche le allergie sia alimentari che inalatorie  e le malattie autoimmuni nei bambini.

Poiché queste epidemie nuove sono molto più presenti nei paesi industriali e poiché il loro crescere è molto rapido, le cause profonde vanno ricercate nell’ambiente mutato velocemente dall’industria negli ultimi 50 anni.

I primi 1000 giorni

Sappiamo che il periodo che va dal concepimento al compimento dei primi due anni di vita   (i primi  1000 giorni) di un bambino  è il più delicato per quanto concerne lo sviluppo degli organi e la loro funzione anche in età adulta. E’ in quei primi mille giorni infatti che si modula il patrimonio genetico ereditato dai genitori attraverso le alterazioni epigenetiche,  quinidi non strutturali, del DNA.

L’attenzione dei pediatri si è rivolta con sempre maggiore frequenza  a  tutte quelle sostanze chimiche  prodotte dall’uomo negli ultimi decenni che viaggiano negli ecosistemi del pianeta diluendosi in aria, acqua e suolo e giungendo in vario modo nei nostri piatti.  Gli effetti dannosi di queste sostanze sono attivi già nella madre in gravidanza e numerosi prodotti di sintesi sono stati trovati nel sangue del cordone ombelicale di donne in gravidanza residenti in zone industriali.

Cosa dice “Pediatrics”

Nel luglio 2018, sulla prestigiosa rivista americana “Pediatrics” , è stato pubblicato un interessante Statuto della American  Academy of Pediatrics riguardo alla  azione degli additivi alimentari sulla salute dei bambini ( Food Additives and child health-Pediatrics-vol.142, n2 Agosto 2018).

Parliamo di BISFENOLI, FTALATI, PESTICIDI, PERCLORATI, COLORANTI, NITRATI e NITRITI: queste sostanze sono in grado di produrre infiammazione, di alterare il metabolismo degli zuccheri e dei lipidi, di spingere verso la resistenza insulinica e l’obesità, di favorire l’ADHD, di alterare le risposte immunitarie ed ormonali ed anche, in particolari situazioni, di produrre composti cancerogeni.

La loro azione in ogni organismo risulta combinata poiché ogni giorno siamo sottoposti non a singole sostanze ma a miscele combinata di sostanze a medie e basse dosi.  I bambini risultano particolarmente esposti agli effetti dannosi di queste sostanze a causa della maggiore quantità di cibo pro chilogrammo ingerito rispetto agli adulti e a causa dei loro sistemi di detossificazione, ancora immaturi.

Poiché la maggior parte di questa sostanze è liposolubile e solo modestamente idrosolubile tende ad accumularsi nel tessuto adiposo con difficoltà allo smaltimento. La liposolubilità comporta un maggior accumulo nella catena alimentare ; chi consuma meno grassi animali è dunque meno sottoposto a rischio.

Dal mondo vegetale

Poiché le piante possiedono molti principi antiossidanti,  una dieta vegetale risulta comunque protettiva. Di certo assumere alimenti ricchi di grassi saturi poco controllati e a basso costo come quelli che caratterizzano il “Junk food”,  produce gli effetti peggiori sull’organismo per quanto concerne l’accumulo di sostanze tossiche; non è un caso se l’emergenza della nuova epidemia pediatrica di malattie cronico-degenerative colpisce nei paesi industrializzati soprattutto i bambini appartenenti alle classi socio-economiche meno agiate.

Organismi di controllo

Naturalmente esistono Organismi deputati al controllo degli additivi alimentari come l’EFSA in Europa e la FDA in USA e le regole europee sono tra le più restrittive ma nonostante tutto risulta difficilissimo impedire che i bambini vengano a contatto già in utero con queste sostanze soprattutto se  le madri non conoscono il problema e non seguono le regole di sicurezza.

Dal concepimento allo svezzamento

dal concepimento allo svezzamento

Sin da quando si progetta un figlio si dovrebbe pensare a mangiare cibo di buona qualità, di stagione, possibilmente biologico; ad evitare le carni processate; ad evitare l’uso di cibi e bevande contenuti nella plastica; a non mettere la plastica in lavastoviglie e in forno a microonde; a preferire alla plastica il vetro o l’acciaio; ad imparare a leggere “ il codice di riciclo” posto sui prodotti di plastica e il codice degli additivi contenuto nelle etichette.

Utile anche lavarsi sempre le mani prima di toccare cibi o bevande e lavare tutti i frutti e i vegetali che non possono essere sbucciati. Dopo la nascita del bambino è determinante proseguire nella attenzione e nella cura ambientale, soprattutto alimentare ; madre nutrice con alimentazione sana, biologica, vegetale e neonato allattato al seno.

Dallo svezzamento in poi si torna in cucina proponendo ai bambini una dieta semplice e variata , non industriale, a base vegetale, a km zero  e con pochi grassi animali insegnando cosi’ con l’esempio ai nostri figli quanto conti la scelta degli ingredienti sani per la custodia della propria salute.

Eleonora Lombardi Mistura – Medico Pediatra

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