Quanto il cibo è importante in questo momento? e quanto influisce sulla possibilità di ridurre il rischio di contagio? e ancora, quanto impatta sulla prognosi di una persona che ha contratto il Covid-19

Sentiamo cosa ci dice la Dssa Eleonora Lombardi Mistura – pediatra di famiglia nella provincia di Bergamo, omotossicologa, esperta in medicina fisiologica di regolazione e microimmunoterapia in pediatria.

Domanda: Dssa Lombardi Cosa è in grado di fare il cibo a favore del sistema immunitario?

Risposta: Il cibo influenza il sistema immunitario in più modi. Il primo è quello che ha a che fare con i micronutrienti (per esempio vitamine o sali minerali) che vi sono contenuti. Pensiamo per esempio alla funzione stimolante le difese che ha l’acido ascorbico o vitamina C presente negli agrumi, nei kiwi, nei peperoni. L’acido ascorbico fa aumentare il numero dei linfociti e soprattutto dei NK (natural killer),

  1. Nutrients. 2019 Sep 4;11(9). pii: E2102. doi: 10.3390/nu11092102.
  2. Vitamin C and Neutrophil Function: Findings from Randomized Controlled Trials.
  3. Liugan M1, Carr AC2.

speciali linfociti addetti alla distruzione delle cellule tumorali e infettate da virus; il beta-carotene precursore della vitamina A, presente nelle carote, nel fegato e nella rucola preserva l’integrità della pelle e delle mucose  salvaguardando le barriere del nostro corpo che impediscono l’ingresso dei patogeni; la vitamina E molto presente negli oli vegetali, nelle nocciole, nelle arachidi  è molto attiva sulla immunità cellulare.

il beta-carotene precursore della vitamina A, presente nelle carote,

Tra i minerali ricordiamo lo Zinco contenuto nei frutti di mare, nei fagioli nelle mandorle e nelle noci che ha una potente azione di stimolo sul timo, organo produttore della immunità.

Tutti i micronutrienti citati sono degli anti-ossidanti, cioè sono in grado di ridurre l’ azione lesiva dei radicali liberi che si sviluppano in seguito ai normali processi biochimici dell’organismo e maggiormente in particolari stati quali stress, malattie croniche, fumo o uso di farmaci.

Il secondo modo attraverso il quale il cibo impatta fortemente sulla immunità è attraverso il microbiota intestinale. Il microbiota intestinale infatti è in grado di mutare come numero di specie e tipo di specie a seconda del cibo che mangiamo in un tempo relativamente breve.

Il secondo modo attraverso il quale il cibo impatta fortemente sulla immunità è attraverso il microbiota intestinale.

La composizione del microbiota è essenziale poiché specie di batteri differenti producono metaboliti (composti chimici derivanti dalla digestione del cibo ingerito) differenti.

Le fibre solubili per esempio vengono digerite dai batteri intestinali con la produzione di composti chiamati SCFA (short fat chain acids o acidi grassi a catena corta) con funzioni benefiche sia sulle cellule intestinali che a distanza ed effetto anti-infiammatorio; per questo è fondamentale che nella nostra dieta siano presenti le fibre solubili (di cui sono ricchi legumi, cereali,frutta e verdura).

Un terzo modo attraverso il quale il cibo si relaziona con il nostro sistema immune è la qualità dei grassi che ingeriamo.

Gli acidi grassi essenziali PUFA omega3 contenuti nell’olio  e nei semi di lino e nel pesce danno origine a composti anti-infiammatori quali EPA e DHA e PGE2 modulando la situazione di infiammazione cronica del nostro organismo.

Un quarto modo attraverso il quale il cibo influenza il potere immunitario di un organismo è quello di mantenere il ph tissutale in ordine: se ci nutriamo di alimenti anti-ossidanti, anti-infiammatori e basificanti come verdure di stagione o lievemente acidificanti come  legumi  e cereali manterremo sotto controllo la acidificazione tissutale che è madre della infiammazione cronica di basso grado.

Importante anche mantenere il rapporto dei macronutrienti della dieta : carboidrati circa 50-60%, grassi 30-35%, proteine 10-15%.

Una alimentazione iperproteica ( proteine >20% della quantità calorica giornaliera), soprattutto ricca di proteine di origine animale risulta infiammatoria.

Domanda: Lei dà importanza ai diversi colori di frutta e verdura, cosa ci indica questo?

Risposta: La verdura e la frutta sono assolutamente irrinunciabili nella nostra alimentazione. Conosciamo tanti differenti tipi di frutta e di verdura con colori diversi che possiamo dividere in 5 gruppi: rosso, verde, bianco, giallo\arancio e blu\viola.

Il colore che vediamo dipende da sostanze presenti nella buccia e nella polpa, e dipende dalla presenza di sostanze quali polifenoli e flavonoidi  I polifenoli e i flavonoidi  sono metaboliti secondari delle piante (cioè vengono prodotti dai vegetali per proteggersi dai raggi UVA e da patogeni esterni) e sono potentemente anti-ossidanti e benefici per il nostro organismo. Poiché il colore diverso della verdura e della frutta è dovuto a molecole diverse è opportuno mangiare tutti i giorni verdura e frutta di stagione di colore diverso in modo da arricchire l’organismo di queste sostanze il più possibile.

In particolare i vegetali dal colore blu\viola e rossi contengono antocianine, quelli verdi i carotenoidi, i bianchi  e i gialli\arancio flavonoidi e polifenoli. Oltre che nella verdura e nella frutta polifenoli e  flavonoidi sono presenti nel te’ (epigallocatechina-3.gallato), nella curcuma (curcumina), nel vino rosso (resveratrolo) e nel cioccolato.

La cottura distrugge queste preziose sostanze dunque è necessario nutrirsi spesso di vegetali crudi e di frutti; la loro emivita è molto breve (circa 3-6 ore) per cui è necessario mangiare frutta e verdura più volte al giorno predilegendone la varietà.

Domanda: Perché scegliere i cereali integrali?

Risposta: Il cereale in chicco o CARIOSSIDE è composto di tre parti: la parte interna si chiama ENDOSPERMA , rappresenta la maggior parte del chicco ed è costituita prevalentemente di amido che è un polimero del glucosio, da esso si ricava la farina “bianca”; la parte esterna si chiama PERICARPO e contiene fibre insolubili come la crusca, salutare per l’intestino e  il GERME , la parte più nutriente del chicco, composta per la maggior parte di minerali e vitamine del complesso B. 

Il potere nutrizionale dei cereali risiede per la gran parte dall’involucro del chicco e dal  germe , parti che vengono sacrificate nel processo di molitura. La presenza della crusca nel cereale in chicco o nella farina determina inoltre una riduzione dell’indice glicemico del pasto, cioè riduce la increzione di insulina con effetto protettivo nei confronti del diabete di tipo 2 e della sindrome metabolica.

Per il potere nutrizionale e per la presenza di fibra il cereale integrale è sempre preferibile ad eccezione che nella prima infanzia, epoca nella quale la  presenza di fibre insolubili nella dieta può causare mancato assorbimento di minerali (quali ferro e calcio).

riso integrale

I cereali integrali inoltre possiedono effetto antiinfiammatorio, ricordiamo per tutti il riso integrale,

fondamentale ingrediente della macrobiotica.

Domanda: E per i bambini?

Risposta: Come pediatra sono molto attenta alla alimentazione alla quale è stato riconosciuto un profondo effetto “epigenetico” cioè la capacità di interagire con il patrimonio genetico e di modularlo. La attenzione verso il cibo dovrebbe essere presa già da prima del concepimento sia dalla madre che dal padre: studi hanno mostrato un cambiamento di vitalità nello sperma di topi sottoposti a dieta priva di zucchero semplice per 10 gg     

  1. Human sperm displays rapid responses to diet Daniel Nätt, Unn Kugelberg, Eduard Casas, Elizabeth Nedstrand, Stefan Zalavary, Pontus Henriksson, Carola Nijm, Julia Jäderquist, Johanna Sandborg, Eva Flinke, Rashmi Ramesh, Lovisa Örkenby, Filip Appelkvist, Thomas Lingg, Nicola Guzzi, Cristian Bellodi, Marie Löf, Tanya Vavouri, Anita Öst
  2. Research Article | published 26 Dec 2019 PLOS Biology Views: 19412 • Citations: 2 • Saves: 0 • Shares: 1.

Dal concepimento in poi la dieta della madre gravida influisce moltissimo sul feto sia per quanto riguarda l’esito della gravidanza (madri malnutrite producono più facilmente nascite pretermine o eclampsia o complicanze durante il travaglio e il parto e neonati troppo grandi (LGA) o piccoli (SGA) ) ma anche a distanza come ci insegna David Barker.

Possiamo affermare oggi che le condizioni  nutrizionali che il feto incontra in utero determinano un “programma metabolico” che accompagna il bambino per tutta la vita. Il latte materno, primo alimento dell’essere umano è un importantissimo veicolo di nutrimento, protezione immunitaria e informazioni epigenetiche.

E’ bene che i neonati ed i lattanti vengano allattati al seno il più a lungo possibile, soprattutto per essere protetti dalle infezioni poiché la madre passa attraverso il latte molte sostanze immuno protettive (lisozima, lattoferrina, anticorpi etc). Il latte materno è anche ottimo per favorire il microbiota intestinale del bambino, microbiota che aiuterà il sistema immune a formarsi in modo robusto e rapido.

Dal sesto mese di vita il lattante comincerà a mangiare altro oltre al latte materno. Il momento di introduzione del cibo solido è importantissimo e non va sottovalutato; il bambino non è un adulto piccolo e va rispettato nelle sue caratteristiche.

In linea generale va rispettata la stagionalità dei cibi, va rispettata la attenzione alle fibre insolubili che vanno eliminate almeno fino all’anno, va rispettata la attenzione agli zuccheri semplici ed al sale che vanno ridotti al minimo, va rispettata la attenzione alla qualità delle materie prime e la concentrazione dei macronutrienti (le proteine concesse dai LARN dai 6 mesi di vita all’anno non devono superare 1,32 gr\kg\die per il rischio di obesità).

Dopo l’anno di vita se vogliamo mantenere un sistema immunitario sano nei bambini dobbiamo fare attenzione alla alimentazione. Se diamo ai nostri figli cibi industriali, acidificanti ed infiammanti (cibi precotti, zuccheri semplici, grandi quantità di glutine, tante proteine animali,cibo-spazzatura) non possiamo pretendere che non si ammalino!

Nell’intestino risiede il potere di fortificare il sistema immunitario per cui diamo loro verdura e frutta di stagione, ruotiamo nelle loro diete i cereali e i legumi, riduciamo i grassi saturi della carne e prediligiamo i pesci piccoli o le uova, eliminiamo il cibo industriale , impariamo a leggere le etichette del cibo che compriamo per loro.

Non preoccupiamoci se mangiano poco …. sono rarissimi i casi di bambini sottopeso nel mondo che ci circonda!

Ricordiamoci che il latte vaccino è un alimento  molto carico di fattori di crescita (IgF1) che possono favorire una crescita ponderale rapida e non sempre corretta in un bambino. Bastano due settimane per vedere dei cambiamenti nella parete intestinale se si cambia alimentazione con riduzione della infiammazione e miglioramenti nel quadro immunitario di tutto l’organismo.

Per avere un sistema immunitario forte nei bimbi non dobbiamo inoltre dimenticare che non basta mangiare gli alimenti giusti ma si deve mangiarli in pace, con gratitudine  e che il momento del pasto deve essere accompagnato da convivialità poiché lo stress riduce le capacità di combattere del sistema immunitario ( il cortisolo riduce l’IFNgamma che lotta contro i virus).

Domanda: Proteine vegetali o animali?

Risposta:  la quantità delle proteine che si deve mangiare durante le 24 ore non dovrebbe superare il 10-15% del totale calorico. Le proteine sono macronutrienti formati da aminoacidi, gli aminoacidi sono 20 e 8 di loro sono detti “essenziali” poiché non possono essere sintetizzati dall’organismo. Le proteine animali si dicono “nobili” perché contengono tutti gli aminoacidi essenziali.

Il problema pero’ è che quando noi mangiamo proteine animali assumiamo inevitabilmente anche grassi saturi e colesterolo. In realtà le proteine vegetali possono essere altrettanto complete di quelle animali se abbiamo l’accortezza di preparare piatti corretti: cereali e legumi insieme, ad esempio, colmano le carenze reciproche di aminoacidi producendo un carico proteico nobile (con tutti gli aminoacidi essenziali presenti) senza l’effetto collaterale dei grassi aggiunti.

Tutte le culture del mondo hanno nella loro storia culinaria piatti con cereali e legumi: completi dal punto di vista nutrizionale, più sani e meno dannosi per l’ambiente. Di certo la dieta a prevalenza vegetale è  dieta più salubre, più alcalinizzante e meno infiammatoria di quella a prevalenza animale. Non mi riferisco la veganesimo che è una scelta etica.

Domanda: Lei cita dei cibi che riferisce “di nicchia”, può parlarcene ?

Risposta: Nella tradizione culinaria italiana non c’è l’abitudine di introdurre cibi e sapori diversi.

Molti cibi  “esotici” ma hanno comunque ottime qualità di rafforzamento del sistema immunitario. Parliamo per esempio di MISO, FUNGHI SHIITAKE. DAIKON e ALGHE.

Il miso è una pasta fermentata formata da riso, soja e sale. E’ un alimento con cui si cucina la zuppa di miso, molto nota in Oriente e oltre che molto buona davvero straordinaria per le sue qualità curative; essendo fermentato il miso contribuisce al benessere del microbiota intestinale.

I funghi shiitake (Lentinula edodes) sono di origine asiatica. Si possono trovare essiccati e le loro qualità immuno stimolanti risiedono nella grande quantità di betaglucani, polisaccaridi presenti anche nei cereali integrali e nella crusca e nel lievito di birra. I beta glucani sono noti per le loro qualità ipoglicemizzanti ed immunomodulatorie poiché stimolano l’immunità innata spingendo i macrofagi a lavorare meglio.

Il daikon è una radice che può essere usata in cucina (nota la sua presenza nella zuppa di miso) ricchissima di acido ascorbico (vitamina C).

Le alghe ricchissime di clorofilla e vit C ed A possono essere aggiunte in molti piatti. La Spirulina, alga di acqua dolce, può essere considerata potentissimo aiuto proteico per diete vegane o vegetariane ma buona per tutti. Sotto forma di polvere può essere aggiunta ai centrifugati o agli impasti.

Domanda: Qual’è il meccanismo patogenetico che porta a prognosi peggiore? Ha a che fare con un terreno già compromesso?

Risposta: Questa epoca epidemica ci porta tristemente alle epidemie precedenti note anche attraverso la letteratura. Come sempre anche oggi qualcuno contrae l’infezione e muore, qualcuno si ammala in maniera lieve, qualcuno non si ammala affatto. Essendo il virus sempre il medesimo è ovvio che la risposta deve essere nell’ospite. Sappiamo che l’andamento della infezione da Covid-19 può essere diviso in 3 fasi:

  1. La fase iniziale  (Early stage)  della infezione  è legata alla risposta virale  e comprende i sintomi “influenzali”; con il passare dei giorni  compaiono i sintomi respiratori (Pulmonary Stage) caratterizzati da distress ed ipossia e solo nella terza fase, o fase iperinfiammatoria (Hyperinflammatory stage), il paziente va incontro alla  ARDS (sindrome da distress respiratorio acuto).
  2. La seconda ma soprattutto la terza fase della infezione sono dovute alla risposta  iperattiva della immunità del paziente (tempeste citochina della interleuchina 6) e la gravità dipende dalla situazione in cui il paziente versava sia a livello immunitario che tissutale.

Sappiamo che l’invecchiamento non è altro che un progressivo aumento della IL6 (interleuchina 6); i pazienti anziani incontrano il virus con un sistema immunitario già sbilanciato e con un livello di IL 6 probabilmente già alto prima della infezione. Dunque pare proprio che il “terreno” prognostico peggiore sia, riguardo al Coronavirus, quello acidificato ed infiammatorio. E’ noto che dobbiamo agire sull’intestino per agire sulla infiammazione sistemica.

Oltre a seguire seriamente tutte le regole di distanziamento raccomandate è dunque pratica salutare agire sulla alimentazione per mantenere la acidificazione tissutale sotto controllo (mangiamo verdura e frutta fresche, cereali integrali, legumi, beviamo acqua in quantità, eliminiamo le cattive abitudini quali fumo o cibi industriali ricchi di zuccheri semplici  e grassi saturi) e pratichiamo la frugalità (poco cibo) poiché sappiamo che mangiare poco e bene aiuta l’organismo a recuperare la sua omeostasi.