Questo è il mio primo podcast, e mi sembrava giusto partire dall’importanza di sottolineare quanto il cibo debba essere “insapore” nel senso di semplice, preparato con amore, con un cibo  che ci dona la nostra madre terra, senza stimolazioni superficiali (e artificiali) perché si esauriscono e non ci lasciano nulla, catturano solo in nostri sensi, sono eccitanti, ma subito tutto finisce. E’ questo di cui ha bisogno l’essere umano? No ci voglio credere. Risalire alla sorgente inesauribile, questo è quello che dobbiamo fare.

Assaporare il non sapore significa proprio cibarsi del cibo per l’essere umano, per ritornare in sintonia con l’ambiente, e ancora di più con l’ordine dell’universo. Perché noi siamo parte di questa sorgente inesauribile.

“Ogni sapore è illusorio e seducente al contempo, induce soltanto il passante a “fermarsi”, lo alletta senza soddisfarlo. Rappresenta soltanto un’eccitazione immediata e momentanea che, simile ai suoni sgranati dallo strumento, si esaurisce appena consumata: in opposizione a queste stimolazioni superficiali, eccoci invitati a risalire alla sorgente “inesauribile” di ciò che costantemente si dispiega senza mai lasciarsi ridurre in una manifestazione concreta, senza mai lasciarsi completamente catturare dai sensi – ma trascende qualunque attualizzazione particolare e permane ricco di virtualità”. François Jullien dal libro “Elogio all’insapore”